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Juve, con la squadra deve crescere anche la società

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Vincenzo Vitiello
venerdì 24 settembre 2010, 16:452010
autore Vincenzo Vitiello
24.09.2010 16:452010
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Francesco De Cicco/TuttoLegaPro.com

Il massimo campionato di calcio è da poco iniziato e già vi è un fattore comune che lega alcune delle squadre pronosticate, alla vigilia del torneo, come probabili protagoniste della stagione. La Juventus, la Roma il Milan, la Fiorentina ed il Napoli, schierate in pole position, ai nastri di partenza per le previsioni fatte in base agli organici delle società, già ai primi giri del circuito italiano, hanno perso posizioni e destano notevoli preoccupazioni, da parte dei tifosi e delle rispettive dirigenze, circa il recupero che dovranno fare per riprendere le posizioni che spettano a club di gran lunga superiori, sul piani tecnico, alle società che sono, attualmente, al vertice, esclusa l'Inter e la Lazio.
Prestazioni altalenanti, risultati negativi prontamente recuperati nella successiva partita per poi ripiombare nello sconforto di una bruciante sconfitta: è la situazione che stanno vivendo, in particolar modo, due dei cinque club sopramenzionati, ovvero Juventus e Napoli.

"Pensavo di aver fatto capire certe cose alla squadra, di aver risolto i problemi ed invece si ricomincia da capo, dopo aver compiuto un passo indietro. Sapevamo che sarebbe stato un anno difficile" Queste le parole di Delneri dopo la netta sconfitta interna contro il Palermo. Ebbene, per ovviare all'ultima affermazione del tecnico bianconero che afferma di essere stato consapevole delle difficoltà che avrebbe potuto incontrare una squadra rifondata nell'organico dopo una deludente stagione, la società di Corso Galileo Ferraris avrebbe dovuto pianificare, per tempo, la strategia e le scelte in sede di calciomercato.
Le squadre si formano nel periodo estivo ovvero nel momento in cui inizia una preparazione precampionato che risulta fondamentale per trovare l'amalgama tra i giocatori, gli opportuni moduli di gioco e gli schemi giusti per affrontare il campionato nel migliore dei modi. Si potrebbe obiettare ad una simile osservazione affermando che alcune società sono obbligate a concludere le operazioni di calciomercato negli ultimi giorni utili per poter acquistare alcuni calciatori sopravalutati ad inizio trattative ma, conoscendo il rischio a cui si va incontro per i ritardi di preparazione ed inserimento dei nuovi arrivati, la Juventus avrebbe potuto delineare con notevole anticipo la strategia da adottare per comprare i calciatori idonei alla causa bianconera.

Troppo tempo perso per cercare di portare a Torino Edin Dzeko . Difficilissimo arrivare a Pazzini per il rifiuto di una Sampdoria impegnata nelle competizioni continentali. Titubanza nel valutare la possibilità di avere come prima punta, nella formazione bianconera, Borriello. Imprudenza nel non considerare l'acquisto di Di Natale rischioso per una serie di fattori che legano il giocatore alla terra friulana. Affrettata decisione di vendere un Diego che stava dimostrando un confortante recupero: questi alcune cause di un mercato improvvisato e non pianificato nei tempi opportuni.

I nuovi arrivati, in casa Juve, non stanno offrendo un contributo pari alle attese che si riponevano in giocatori acquistati per far fare il salto di qualità alla squadra bianconera. Bonucci non ha trovato, ancora, il giusto feeling con Chiellini e dimostra, sul rettangolo di gioco, sbavature intervallate da distrazioni nelle chiusure difensive. Le alternative alla coppia di centrali sono rappresentate da Legrottaglie e dal neo acquisto Rinaudo. Motta denota alcuni limiti rilevati in occasione di chiusure difensive e di rilanci fuori misura. Il centrocampo non offre un sufficiente filtro e sulle corsie laterali, a parte Krasic che si sta inserendo nel migliore dei modi, non si riescono ancora a trovare valide soluzioni per l'out di sinistra al punto che non si comprende come mai un Drenthe abbia preferito l'Hercules Alicante alla Juve. Intanto si attende di vedere Traorè, acquistato dall'Arsenal con la formula del prestito oneroso. Il coloured transalpino sembra destinato ad essere il vice di De Ceglie a sinistra.

"Il calcio è bello perché possiamo riscattarci immediatamente, ma certo è necessario crescere" quanto afferma Delneri. E' condivisibile il pensiero dell'allenatore bianconero: si può sempre crescere e recuperare il terreno perduto, ma se accanto alla squadra crescerà anche la società, sarà possibile assistere oltre ad un pronto recupero, in questo inizio di stagione, anche e soprattutto, ad una futura stabile collocazione ai vertici del calcio nazionale ed europeo. Basta solo saper programmare per tempo e fare le giuste scelte di mercato in momenti in cui non vi è la concorrenza di altri club ed i prezzi dei cartellini dei calciatori sono più corrispondenti al loro reale valore.