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Juventus e Torino: e ora la parola al mercato

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Redazione TMW.
lunedì 20 dicembre 2010, 08:352010
autore Redazione TMW.
20.12.2010 08:352010
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Un pareggio che lascia l'amaro in bocca e rovina il Natale (facendo perdere il secondo posto), un successo convincente che fa maledire la sosta, arrivata proprio nel momento migliore della squadra di Lerda. E' stato un fine settimana che ha regalato sensazioni opposte alle due formazioni della Mole: nell'ultima sfida del 2010 la Juve si è fatta raggiungere al 93' dal Chievo di Pellissier, dopo essersi divorata due occasioni ghiottissime per chiudere il conto in anticipo, per il Toro invece una vittoria abbinata al bel gioco contro l'Empoli, che lancia i granata al quinto posto, pur dovendo fare a meno di capitan Bianchi da settimane.

Sabato sera il colpaccio della Roma a San Siro aveva riaperto il campionato, dimostrando che il Milan non è irraggiungibile, ma delle tre inseguitrici più immediate dei rossoneri l'unica a non approfittarne è stata la Juve. Se Lazio e Napoli hanno benedetto gli ultimi minuti, acciuffando successi importantissimi contro Udinese e Lecce, i bianconeri si sono fatti riprendere dal Chievo nel recupero, vanificando quanto di buono avevano fatto in 90 minuti. Contro la squadra che lo aveva lanciato nel grande calcio, Del Neri ha avuto conferma che la Signora del nuovo corso è un gruppo che sa soffrire e fare fronte anche ad assenze pesanti, ma presenta pure lacune di organico che il mercato di gennaio dovrà cercare di rimediare.

Nel primo tempo Storari ha parato un rigore a Marcolini, prima che Quagliarella inventasse l'1-0 con una gran rovesciata, lui che al Bentegodi aveva già segnato un gol da favola (tiro di controbalzo da centrocampo) nel 2007 con la maglia della Samp. In avvio di ripresa, quando i bianconeri si sono trovati in dieci per l'espulsione del baby Giandonato, la Juve ha tirato fuori il meglio di sé giocando la parte migliore della gara, ma Krasic e Iaquinta si sono divorati il 2-0. Gol sbagliato gol subito: la regola non scritta del calcio è stata applicata nel recupero da Pellissier, che ha approfittato di una incertezza della difesa di Del Neri per trovare un pareggio che ha il sapore della beffa per chi ormai pensava di trascorrere il Natale a -3 dal Milan.

Questa Juve, con un centrocampo in emergenza e gli uomini (di qualità) contati in difesa, sa tenere botta contro chiunque, ma continua a mancare di una prima punta di peso che sappia concretizzare la mole di gioco costruita dalla squadra. Fa sorridere pensando che i bianconeri hanno l'attacco più prolifico del campionato, ma senza un centravanti da 15 gol a stagione, certe partite si rischia di non vincerle e quella contro il Chievo è venuta dopo quelle contro Bologna, Roma e Fiorentina, in cui la formazione di Del Neri ha giocato e costruito più degli avversari ma senza riuscire a trovare quel golletto, magari in mischia o di forza, che un attaccante di peso sa garantire. Ora toccherà a Marotta intervenire per risolvere questa lacuna, assieme a quella dell'esterno destro di difesa, anche se il giovane Sorensen finora ha saputo cavarsela egregiamente.

Il mercato può essere la chiave di volta anche per far decollare definitivamente il Toro. Negli ultimi due mesi del 2010 i granata non hanno più perso, risalendo la classifica fino al quinto posto, dopo un avvio da brividi e la panchina di Lerda che traballava pericolosamente. A fine ottobre, dopo il rovescio casalingo contro il Frosinone e la squadra nella colonna di destra della classifica, ci si domandava perché Cairo non si decidesse a dare il benservito all'allenatore, che da quel momento ha smesso di essere integralista nella scelta del 4-3-3, ha operato scelte definitive anche nell'undici da mandare in campo e la squadra ha risalito corrente e classifica.

Il tutto pur dovendo fare a meno da settimane di Bianchi, capitano, cannoniere e trascinatore del gruppo. Contro Piacenza e Siena, pur giocando bene, il Toro aveva mancato il colpo del k.o. ed aveva finito per farsi rimontare dagli avversari, lo sciupio è proseguito contro Triestina ed Empoli, ma la squadra ha saputo trovare gol pesanti non solo da Sgrigna e sabato ha giocato una prima ora di gara scintillante. Se a questo gruppo, che ha ritrovato Pratali come leader della difesa, sarà aggiunto un tassello per reparto, con l'arrivo di un jolly difensivo, un uomo di qualità in mezzo al campo e una punta che sappia fare coppia con Bianchi o sostituirlo degnamente (il gol di Pellicori contro l'Empoli non cambia la sostanza, l'ex mantovano non è attaccante affidabile a certi livelli), la zona playoff sarà centrata senza grossi problemi e forse la serie A diretta potrebbe non essere un miraggio.

Lerda è tecnico preparato, la cui mano si vede nel Toro di oggi che vince e convince, Petrachi è un ds competente e capace di fare bene anche con pochi mezzi a disposizione, ma ora è il momento che la proprietà faccia il suo, dopo aver condotto al risparmio le ultime campagne trasferimenti. Perché il 2011 sia l'anno della rinascita.

Fonte: di Massimo De Marzi per carlonesti.it