Juventus, la sorte ora è con te!
Redazione TMW.
Potrà apparire grottesco, e persino forzato. Ma la vittoria, sofferta almeno quanto meritata, ottenuta al cospetto di un Cesena ciarliero ma poco concreto, costretto in dieci a causa della retata arbitrale sul falloso Pellegrino, al quale occorrerebbe insegnare come nel calcio occorra usare i piedi e non le mani, non può non rappresentare un momento di svolta nella sino ad ora sfortunata parentesi di campionato bianconera. Vincere con quella grinta apparentemente annegata nella celebrazione assai scenica di una finzione, lo spettro "calciopoli", superando di slancio il problema di dodici assenti in una formazione sostanzialmente nuova, offre dunque la sacrosanta possibilità di riabbracciare quel senso di positività smarrito dopo la squalifica di Krasic. Reggere alle imbarcate del destino, soffrire il giusto ed aggredire la preda ambita con la ferocia di un leone a digiuno, fanno della Juventus una delle squadre più pericolose e solide dell'intero campionato.
Scoprire, in un momento di assoluto difficoltà, come persino i carneadi Salihamidzic, il quale forse non avrebbe meritato l'accantonamento coatto ordito da Beppe Marotta, e Grosso siano in grado di riappropriarsi di un ruolo assai utile alla causa, rintracciando nello spelacchiato pulcino biondo So-rensen una valida alternativa al terzetto di centrali a disposizione di Del Neri, significa poter saggiare la qualità di una "rosa" forse non eccelsa, ma sicuramente combattiva e dedita alla causa. In ragione di un principio secondo il quale i trionfi in campionati lunghi e faticosi siano ottenuti non con lo sprint di un centometrista, ma con la costanza e la resistenza degne di un quattrocentista. Bilan-ciando fatica e corsa, equilibrando ad una partenza lenta una voltata precisa e puntuale.
La vittoria contro il Cesena, in considerazione del pareggio nerazzurro contro il Brescia fra le mura, non più tanto amiche, dello stadio Meazza, rivendica dunque la presenza della Juventus ai vertici di una classifica a dir poco "sovietica". Livellata e senza particolari spunti da parte delle contendenti. Raccolte nel giro di un compasso dall'apertura esile, nel perimetro di una graduatoria con appena dodici punti fra la prima e l'ultima di una classifica anomala. Pronta a rivendicare l'inserimento della Lazio nella corsa scudetto più equilibrata degli ultimi dieci anni. In attesa del rientro della Roma e della rinascita, lenta, del giglio fiorentino evidentemente ancora sotto shock per l'addio di Cesare Prandelli e per l'infortunio, estivo, di Jovetic.
Senza indossare i calzari per lo scatto finale, senza anticipare i tempi di una corsa ancora piena di numerose insidie, la posizione della Juventus risulta invidiabile per una serie di ragioni tutt'altro che secondarie. Come il dignitoso avvio di stagione nonostante un organico falcidiato dagli infortuni, e non ancora in grado di poter contare, appieno, sulla qualità a cottimo dei vari Amauri e Traorè, potenzialmente miglior colpo agostano di Marotta, oltre a Iaquinta, Buffon e Martinez. Una squadra in piena fase di ristrutturazione, la Juventus. Quanto saldamente ancorata ad un treno, quello per lo scudetto, ogni domenica sempre più possibile...




