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Kaladze, Oddo, Jankulovski: almeno ditegli grazie

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Antonio Vitiello
venerdì 28 maggio 2010, 07:302010
autore Antonio Vitiello
28.05.2010 07:302010
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di tv

C'è una strana sindrome tra i milanisti. Hanno una voglia esagerata di nuovo, di giovani, di ricambio che nei confronti della vecchia guardia l'insofferenza si sta trasformando in astio. Non è giusto. Questi giocatori hanno contribuito a successi grandiosi, non solo grazie alle loro doti tecniche, ma anche a una moralità, una serietà, una professionalità straordinarie. Citiamo su tutti 3 esempi, 3 nomi: Kaladze, Oddo, Jankulovski. Il georgiano giocò una partita di Champions a Monaco di Baviera poche ore dopo il funerale del fratello Levan, trovato morto a 4 anni dalla sua scomparsa. Si è adattato in molti ruoli nel tempo per il bene della squadra: centrocampista, terzino, centrale. Non ha mai fatto parlare di sé fuori dal campo, ragazzo serio e posato, impegnato nel sociale, poche interviste ma tutte ficcanti, di spessore. Non si è arreso dopo prestazioni negative, periodi difficili, infortuni gravi.

Vuole concludere la sua era al Milan dimostrando di esserne ancora all'altezza, merita un'ultima possibilità se gli verrà data.
Oddo è tornato da capitano della Lazio, il dopo Cafu non era facile, ha contribuito alla conquista di una Champions, una Supercoppa e un Mondiale. E' stato mondiale con Lippi. L'estate scorsa è rimasto sulla bancarella fino al 31 agosto come uno scarto, poi è diventato titolare ed è rimasto tale sino a dicembre quando si è infortunato, contribuendo alla vittoria di Madrid e alla ripresa della squadra dopo la partenza tremenda. Il rientro dopo l'infortunio è stato difficile, la critica non lo ama, lui non ha mai dato in escandescenze restando educato, silenzioso e composto tra i ranghi, al lavoro. Jankulovski ha pagato una fragilità fisica, nelle ultime stagioni, che non gli ha impedito una dimostrazione d'amore significativa rifiutando il trasferimento all'Inter.
La ricostruzione del Milan non passa per loro, come non passa per Zambrotta, Gattuso, Ambrosini, Seedorf, Inzaghi, tra poco Nesta e Pirlo, La ricostruzione del Milan deve però basarsi sulle caratteristiche tecniche e morali di questi giocatori eccezionali, deve ripartire dall'identikit di campioni che non hanno mai dato segni di stanchezza, di appagamento. A tutti quelli che non vedono l'ora di liberarsene, diciamo di ricordare bene quanto hanno contribuito non solo alle vittorie della società rossonera, ma alla sua immagine e al suo stile.

Fonte: editoriale di Luca Serafini per MilanNews.it