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Kennet Andersson: "Allenatore professionista? Forse"

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Redazione TMW.
martedì 27 aprile 2010, 15:252010
autore Redazione TMW.
27.04.2010 15:252010

Riportiamo di seguito l'intervista realizzata in esclusiva con l'ex attaccante di Bologna, Bari, Lazio e della Nazionale Svedese, Kennet Andersson, nel corso della trasmissione "Tempi Supplementari", condotta da Ugo Mencherini e Vittorio Longo Vaschetto ed in onda su Radio Tau.

Kennet, dopo il ritiro da calciatore professionista, vivi ancora il mondo del calcio da "addetto ai lavori"?
"Non più di tanto, ora faccio l'allenatore per una piccola squadra, quella in cui gioca mia figlia: è questo il calcio che mi piace e che seguo più da vicino".

Pensi che in futuro potresti diventare allenatore "professionista"?
"Nella vita non si sa mai, la mia risposta è "forse". Ma adesso penso a mia figlia e basta, sto bene così".

Segui ancora le sorti del Bologna?
"Sì, anche se non in maniera "costante".
In generale, ormai non seguo il calcio più di tanto; ma del Bologna mi interesso ancora".

Parlando della tua esperienza in rossoblu, qual è il momento che preferisci ricordare?
"A Bologna ho passato quattro anni meravigliosi, per questo non posso citare un singolo momento. In questa Città si è trovata benissimo la mia famiglia e mi son trovato benissimo io, con tutti: la squadra era straordinariamente unita, e i tifosi hanno sempre manifestato un affetto ed una passione straordinari.
E' stata una favola durata quattro anni".

Regalaci un'immagine dei tifosi rossoblu che ti è rimasta impressa.
"Forse la grande festa in occasione del Centenario del Bologna.
E' stata splendida, ho rivisto Ulivieri, i miei compagni e, soprattutto, i tifosi: è speciale tornare dopo anni ed essere accolti in questa maniera incredibile".

Il Bologna in cui giocavi tu lottava per la Uefa. Ora langue in zona salvezza; cosa è cambiato in questi anni?
"Non posso dirlo; per capire cosa accade, avrei bisogno di seguire molto da vicino la squadra.
Posso dire cosa funzionava quando giocavo io: noi ci sentivamo molto legati all'interno della squadra ed il concetto principale era quello del collettivo, non dei singoli giocatori".

Parliamo di un altro grande ex rossoblu: come sta ora Klas Ingesson?
"Klas sta bene, dopo le cure è molto migliorato e sta riprendendo quella grande forza che aveva prima. Sappiamo che la sua è una malattia che può tornare e quindi bisognerà che continui a controllarsi periodicamente, ma è davvero in grandissima ripresa".

Cosa pensi degli scandali che hanno coinvolto in tempi recenti il calcio italiano?
"Il calcio dovrebbe essere costituito solo da giocatori ed allenatori che danno il massimo per vincere le partite. Tutto il resto è semplicemente qualcosa che non dovrebbe nemmeno esistere e che, personalmente, non accetto e non mi va giù".

Passando invece al calcio svedese: la Nazionale gialloblu è fuori dai Mondiali. Come si spiega questo calo dopo anni ad alti livelli?
"Nelle due edizioni precedenti questo Mondiale siamo sempre stati presenti, forse ci eravamo abituati bene: la realtà è che siamo una piccola Nazionale e quindi è normale che non sia sempre possibile ottenere certi risultati. In ogni caso è un peccato, spero la Svezia si riprenda in fretta".

Della nazionale svedese si era molto parlato, all'estero, anche per la scelta "originale" del doppio allenatore (Soderberg e Lagerback). Avendola vissuta da giocatore, che situazione era?
"Anche se per voi può sembrarlo, per noi non era una situazione strana.
Noi svedesi siamo abituati fin da piccoli a pensare che il collettivo e la squadra vengono prima della persona o del singolo giocatore; quindi anche in panchina vedere due allenatori non ha mai comportato dei problemi. Per esperienza personale, però, posso dire che avere una sola persona di riferimento forse è meglio".

C'è qualche giovane calciatore svedese che consiglieresti al Bologna?
"Fare nomi "possibili" non è semplice, adesso i giovani giocatori vengono ingaggiati molto presto. L'Under 21 svedese dello scorso anno comunque era una bella squadra, infatti i suoi titolari ora stanno passando alla nazionale maggiore. Dovendo fare qualche nome, mi vengono in mente Markus Berg e Ola Toivonen; ma giocano già in società come l'Amburgo ed il PSV Eindhoven".

Il Bologna ti ha mai proposto di fare l'osservatore per il mercato Svedese?
"No, non l'ha mai fatto. Devo dire comunque che quello dell'osservatore è un lavoro estremamente impegnativo: bisognerebbe entrare nuovamente nel mondo del calcio, ricominciando da zero. Per adesso non mi interessa".

Quando pensi di tornare sotto le Due Torri?
"Non lo so, al momento non ho ancora programmato nulla. In ogni caso conto di fare un salto, del resto torno a Bologna praticamente ogni anno".

In chiusura: che luogo di Bologna ti è rimasto maggiormente nel cuore?
"Io amo l'altezza, per questo dico senza dubbio San Luca.
Mi è sempre piaciuto salire per il portico ed arrivare a San Luca; non in chiesa, però: è semplicemente bellissimo stare là in cima al colle, guardare il panorama e vedere la Città.
Spero di poterlo fare presto".

Fonte: Radio Tau