L'Inter zoppica? Focus sui motivi
Gianluigi Longari
Chi ha il coraggio di scegliere un mestiere già difficile di suo, reso ancor più complicato dalle circostanze è sicuramente degno di stima a priori. E' soprattutto per questo che non ci sentiamo di scagliarci contro un Rafa Benitez che, pur non avendo convinto del tutto nell' avvio di stagione a corrente alternata dell'Inter, sembra vittima più delle poco lungimiranti scelte di altri, piuttosto che delle proprie prese di posizione a livello tattico. Evidentemente, la gravità dell'allarme va ridimensionata e relazionata ad una classifica che vede i nerazzurri in testa al loro girone di Champions ed a soli 2 punti dalla Lazio capolista, tuttavia è inevitabile che dopo un solo punto raccolto nei due scontri diretti contro Roma e Juve, nascano le prime considerazioni non del tutto lusinghiere sull'operato estivo della società campione d'Europa, in tutte le sue componenti.
Già, il mercato è il primo punto che va esaminato, anche piuttosto a fondo. Difficile, per l'ex tecnico del Liverpool, dare un'identità propria ad una squadra di cui ormai tutti gli avversari hanno imparato a conoscere le caratteristiche e che ha deciso non solo di non investire sul mercato, ma addirittura di monetizzare cedendo il suo talento più cristallino benché acerbo. Se l'addio di Balotelli era infatti passato in sordina, solo a posteriori se ne comprende la gravità a livello tecnico e tattico, in quanto si denota la mancanza di un giocatore che per quanto istrionico ed indisciplinato, era sicuramente in grado di dare una scossa alla partita con il suo ingresso in campo. un po' quello che, potenzialmente a livelli anche superiori, è destinato a fare Coutinho, ancora troppo acerbo però, per fare la differenza ai massimi livelli.
Se ad un quadro già inficiato da quanto descritto, aggiungiamo la sequela di infortuni e di cali di condizione che ha aggredito la rosa nerazzurra, ecco che è facile comprendere come il lavoro del pur preparatissimo Benitez sia tutt'altro che agevole. Non è un mistero che lo spagnolo, annusando carenze di organico sia a centrocampo che in attacco, avesse identificato in Mascherano e Kuyt le pedine necessarie a riempire i gap qualitativi della squadra. la realtà dei fatti, con beffarda puntualità, gli ha invece regalato l'infortunio di Thiago Motta e la pessima condizione fisica di Milito, trasformando un contesto complicato in emergenza pura.
Se poi si pensa che perfino uno inaffondabile e sempre presente come capitan Zanetti è stato costretto al forfait, così come Walter Samuel, ecco che i contorni appaiono ancora più definiti in tutta la loro rilevanza. Benitez ha dichiarato che dopo la sosta, vedremo la vera Inter: se così non dovesse essere però, che si eviti di scagliarsi in massa sullo spagnolo. Il colpevole non è solo lui.




