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La Roma è la vera anti Inter

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Redazione TMW.
venerdì 26 marzo 2010, 09:462010
autore Redazione TMW.
26.03.2010 09:462010
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca

La Roma è la vera anti-Inter di quest anno. Lo dicono i numeri, lo esplicano le statistiche ed è visibile ad occhio nudo guardando semplicemente come giocano le prime tre del nostro campionato.
Analizziamo la situazione delle tre protagoniste di questo avvincente rush finale, calendario alla mano, traendone le indicazioni fondamentali per avere un quadro completo.

MILAN - Il Milan regge la propria competitività quando tutti i tasselli titolari del proprio mosaico stanno bene, sono in condizione fisica accettabile e sopperiscono ad una certa carenza di dinamicità organica con la loro classe sopraffina. Il Milan con Nesta e Pato in salute è una squadra altamente competitiva. Senza di loro (e senza l'ausilio dei cross fatati di Beckam che, qualche volta - non sempre - innescavano i colpi di testa o in sforbiciata di Borriello), i rossoneri non riescono a dare continuità di risultati (Parma ne è la conferma), imbolsiti in una manovra lenta e prevedibile ed ormai esageratamente dipendente dai guizzi di un Ronaldinho stanco e ormai triplicato in marcatura ogni maledetta (per lui) domenica.
Dando uno sguardo al calendario, poi, non sono i rossoneri ad avere un cammino più semplice della concorrenza, anzi. Nelle ultime cinque gare gli uomini di Leonardo dovranno vedersela con Sampdoria, Palermo, Fiorentina, Genoa e Juventus, tuffandosi nella prevedibile bagarre di queste squadre per il quarto posto e dovendo affrontare ben tre (su cinque!) trasferte tremendamente insidiose (due volte a Marassi e a Palermo).

INTER - L'Inter è la più forte in assoluto, per organico e per mentalità. Ha un allenatore che può stare simpaticissimo o antipaticissimo ma è indubbiamente seguito ciecamente e fideisticamente dai suoi giocatori, capaci di scrollarsi di dosso senza incertezze né recrudescenze anche il caso Balotelli, un problema non tanto dell'Inter quanto piuttosto del ragazzo stesso, tagliato fuori dal vate portoghese e da suoi compagni di squadra.
L'Inter gioca a memoria, possiede qualità in abbondanza e una dose di fisicità maggiore della concorrenza. Un suo neo? La Champions. Undici punti nelle ultime otto partite ricamano la palese dimostrazione di quanto sia difficile dosare le forze per primeggiare su entrambi i fronti pur avendo soluzioni alternative in abbondanza. La sensazione rimane quella di sempre: solo i nerazzurri possono perdere il campionato. Se non smarriscono la bussola tra gli impegni di coppa (sono pure in semifinale di Tim Cup), i giochi sono chiusi.
Il calendario, da molti addetti ai lavori definito ostico, rivela la punta massima di ostracismo nelle prossime quattro partite, in un periodo contemporaneo alle due gare del prossimo turno di Champions League contro il Cska Mosca. La banda Mourinho avrà lo scontro diretto con la Roma, poi il Bologna, la Fiorentina e la Juve. Scollinata l'immane fatica, le ultime peripezie potrebbero rivelarsi una passeggiata di salute, una sorta di cavalcata vincente qualora i meneghini reggessero l'urto precedente: Atalanta, Lazio, Chievo e Siena rimangono avversari abbordabilissimi, anche perché pare presumibile che laziali, clivensi e toscani vengano affrontati in situazioni di classifica per loro già consolidate.

ROMA - La Roma, da outsider della corsa-scudetto, si è trasformata nella più accreditata minaccia interista.
Il suo futuro risiede esclusivamente nelle proprie mani e non è cosa da poco di questi tempi.
I giallorossi si giocano quasi tutto sabato pomeriggio alle ore 18 nella partita dell'anno.
Roma-Inter è la gara che vale lo scudetto perché in caso di successo, gli uomini di Ranieri si troverebbero ad una sola lunghezza dai nerazzurri avendo però gli scontri diretti dalla loro parte (1-1 all'andata di San Siro) e un calendario assai più agevole.
Dopo il big-match, nelle rimanenti sette partite i romanisti avranno cinque sfide contro avversari con poco da chiedere al loro campionato: Bari, Atalanta, Parma, Cagliari e Chievo non dovrebbero impegnarsi allo spasimo per mettere i bastoni tra le ruote alla marcia di Totti e compagni, eccezion fatta per i bergamaschi, comunque affrontati tra le mura amiche dell'Olimpico.
Due, invece, saranno le gare toste: il derby (una storia a se) e la gara casalinga contro la Sampdoria, anche se i genovesi in trasferta graffiano poco.
Dunque, tutto lascia presagire che se sabato pomeriggio la Roma compirà il miracolo, ecco che, sull'onda di un entusiasmo collettivo travolgente potrebbe effettuare un finale di stagione irresistibile. Considerando il gioco espresso, gli uomini ristabiliti ed il determinante fattore-Olimpico, la "remontada" non sembra impossibile.
Ranieri ha dato maggior pragmatismo alla sua squadra, ha recuperato ed esaltato uno ad uno giocatori di estrema qualità come Menez, Taddei, Riise e Vucinic, ha ripresentato un Toni formato Mundial e garantito quella personalità, anche sul piano difensivo, marchio di fabbrica delle sue formazioni. La Roma, che fino alla scorsa settimana appariva leggermente stanca per la lunga rincorsa sfociata in una striscia di venti risultati utili consecutivi, deve forzatamente usufruire delle prestazioni di Francesco Totti. Il suo recupero può comportare una spinta fondamentale in questi ultimi due mesi di campionato e dare ulteriore linfa ad una compagine che ha saputo pure sdoganarsi dalla dipendenza al Capitano.
Il novanta per cento del suo destino, la Roma se lo gioca sabato.

Fonte: di Federico Freni per Nesti Channel - carlonesti.it