Lazio, Ballardini: "Servono 5 rinforzi"
Redazione TMW
Come un viaggio all'inferno e ritorno.
Può essere definita così la prima del 2010 per Davide Ballardini che, nel giorno del suo 46/o compleanno, dopo un primo tempo da tregenda, ha ritrovato il bandolo della matassa.
Ha rischiato, l'allenatore della Lazio. Ha scelto la via dell'azzardo, del tutto per tutto, ed ha avuto ragione. Tre attaccanti ed un rifinitore per domare un Livorno con 5 centrocampisti, volenteroso ed aiutato dalla buona sorte. Ma soprattutto con un gol di vantaggio dopo 7'. Quando i palloni di Floccari e Siviglia si sono stampati sulla traversa, in pochi credevano di poter venire a capo di una situazione disastrosa.
"La Lazio ha avuto il giusto atteggiamento, ha coperto bene il campo, perché la squadra stava bene, il risultato è giusto", ammette Ballardini.
Eppure, quel suo sfogo in panchina, immortalato dalle talecamere, aveva posto in evidenza una certa vena polemica.
"Il mio sfogo in panchina era rivolto ad un paio di persone che stavano alle mie spalle, tra il pubblico. Offendere la mia persona ed i miei cari, non ci sta. Io accetto tutto, ma queste cose mi danno fastidio", ha tagliato corto il tecnico. Ballardini ha poi spiegato che "Rocchi da solo non può legare il gioco ed andare in profondità". "Avevamo bisogno di un giocatore che, con la sua fisicità, desse profondità, e fornisse a Rocchi la possibilità di andare in appoggio - aggiunge Ballardini, riferendosi all'inserimento di Floccari -.
Sono ancora tante le cose da risolvere: chi non vuole rimanere vada a giocare altrove e poi ci servono 4-5 giocatori. Da quando sono arrivato, non ho scelto un solo giocatore, adesso le scelte vanno fatte.
Il rigore? Il designato era Zarate, anche se non meritava di calciarlo, perché ha giocato una brutta partita. Il suo atteggiamento mi ha ferito. Un esempio? E' partito per le vacanze prima del previsto ed è tornato il 29. Non è stato giusto nei confronti dei compagni. La società non gli aveva dato alcun permesso, nei suoi confronti probabilmente verranno presi dei provvedimenti".
"Le premesse di questa partita non erano quelle che pensavamo - è il parere di Serse Cosmi, allenatore del Livorno - abbiamo perso Pieri a 3' dall'inizio, poi Bergvold e Miglionico. La sconfitta è meritata, ma nel primo tempo abbiamo tenuto bene il campo. Nel secondo abbiamo fatto quello che mi ero raccomandato di non fare: anticipare la Lazio. Invece abbiamo messo su un piatto d'argento i due gol. In genere certi errori difensivi non li commettiamo. Lucarelli in tribuna è stata una mia scelta. Quando una squadra come il Livorno vince due partite consecutive e per due settimane si parla solo di Lucarelli e del presidente è un segno di come ci si voglia fare del male. Io pensavo di parlare solo di calcio e non identificare le due vittorie con Lucarelli ed il presidente". "Il mercato? Non abbiamo bisogno solo di un attaccante", ha concluso Cosmi.




