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Lazio, Dabo: "Grazie a tutti"

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Riccardo Mancini
lunedì 17 maggio 2010, 22:032010
autore Riccardo Mancini
17.05.2010 22:032010
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico Gaetano

Un campione dentro e fuori dal campo. Uno di quelli a cui la gente laziale si è sentita e si sente tuttora legata, per il suo attaccamento ai colori, per il suo carisma, per la sua genuinità. Nonostante la sua strada e quella della Lazio, da quest'oggi, siano ufficialmente divise, Ousmane Dabo resterà per sempre nei cuori di tutti i sostenitori biancocelesti. Intervenuto ai microfoni di Radio Sei, durante la trasmissione Lazio di Sera, il centrocampista francese ha voluto salutare, ancora una volta, tutti, non disdegnando un tuffo nel passato ed una piccola ammissione: "Personalmente sto bene già da un mese ma Reja ha preferito continuare a giocare con il suo gruppo, mi ha messo un pò da parte, ma va bene lo stesso, l'importante era la salvezza, quindi va bene così. Mi sono allenato un pò da parte, ma sono guarito".

Sabato la gente lo ha salutato in maniera molto calorosa: "Quando sceso in campo per il giro di saluti non mi aspettavo una simile accoglienza. I tifosi mi hanno applaudito tantissimo e quando i compagni mi hanno abbracciato sono scoppiato in lacrime. Mi hanno detto cose bellissime, non smetterò mai di ringraziarli"

Sei legatissimo alla Lazio: cosa ti è scattato? "La città di Roma è passionale, i tifosi laziali sono incredibili, fanno sentire il loro amore e ti fanno diventare fan di questi colori. Sono diventato laziale grazie a loro, è stato inevitabile. E' una sensazione bellissima".

Finale di Coppa Italia, cosa ti è passato per la testa quando hai tirato quel rigore? "Ero convinto di segnare. Sapevo che era nel mio destino. Per come sono tornato alla Lazio, per i momenti straordinari vissuti a Roma. Non avevo alcuna paura di sbagliare. In quell'occasione tutta la squadra ha avuto il merito di crederci fino alla fine. Muslera ha fatto parate eccezionali, Lichtsteiner è stato anche lui molto freddo dal dischetto".

Ogni inizio anno, nessuno ti ha mai inserito nell'ipotetica formazione titolare..."Probabilmente perchè non sono molto appariscente, il mio procuratore non va in giro a parlare sui giornali e nelle radio. Sono molto tranquillo, parlo poco, ma sul campo, in ogni occasione, ho dato il massimo, ho giocato sempre le mie 25-30 partite a stagione, nonostante la presenza di grandi giocatori".

Cosa è successo in questa stagione? "Non so neanche io cosa sia successo, è stato un insieme di cose che ci ha portato a questo. L'impegno dell' Europa League è stato molto difficile da affrontare. Abbiamo sofferto il fatto di giocare il giovedi e poi subito dopo la domenica, anche perchè la rosa non era molto completa. Da li sono cominciati i problemi, abbiamo perso la fiducia, non è stato facile. Fortunatamente, però, la squadra si è unita e ha fatto molto bene negli ultimi 3 mesi".

Avevi voglia di andare in Nazionale...hai qualche rammarico? "E' stato un grande rimpianto. Nel 2005 ho disputato una grane stagione con Liverani ma Domenech non mi ha neanche preso in considerazione. Non credevo di essere inferiore ai centrocampisti che il ct aveva convocato in quel periodo".

Sei contento della vittoria dell'Inter? "Sono contento anche perchè la città è un pò poiu calma, abbiamo potuto dormire...(ride, ndr)"

Una partita che ricordi con piacere oltre alla Finale di Coppa Italia? "Sono tante, mamma mia, una con la Juve terminata 1-1 Loro erano una squadra fortissima, che vinceva sempre, era il 2005 2006. Poi anche col Chievo nel 2003 con lo stadio interamente biancoceleste con le maglie firmate da noi e con 55.000 spettatori. E' stato uno spettacolo".

Rapporto con Lotito: "Personalemente ho sempre avuto un buon rapporto con lui, ci siamo lasciati per la prima volta anche bene perchè non abbiamo trovato l'accordo ma senza polmeiche. Sono l'unico ad aver avuto la possibilitò di tornare. Lo ringrazio perchè mi ha dato la possibilità di vivere queste emozioni. Grazie anche a Rossi e Sabatini per avermi fatto tornare".

Situazione Lotito-Tifosi: hai un consiglio da dare al presidente da uomo di calcio? "Sono piu giovane del presidente, lui sa cosa deve fare. E' un peccato , però, perchè c'è bisogno di un ambiente unito. Lui dovrebbe riavvicinarsi al pubblico. E' importante avere un clima tranquillo. Solo così potremmo essere più forti".

Il tuo futuro: "Vorrei riavvicinarmi alla mia famiglia, sono da 12 anni all'estero, non vedo mai nè loro nè gli amici , mi mancano tantissimo. Vorrei trovare una squadra in Francia, anche è facile ho 33 anni, vedremo cosa succederà. Io ho ancora voglia di giocare, a parte quest'anno non ho mai avuto infortuni che mi impediscano di giocare. Il Marsiglia sarebbe il massimo, ne sono anche tifoso, ma è difficile. Credo di andare in una squadra meno blasonata".

Potresti tornare da dirigente alla Lazio? "Non si sa mai nella vita, la Lazio è una famiglia, ho lasciato un pezzo di cuore, è per quello che mi sono emozionato sabato, c'è gente a cui voglio davvero bene".

Un messaggio ai tifosi della Lazio: "Un ringraziamento immenso per tutte le emozioni che mi avete fatto vivere, per il calore con cui seguite la squadra, non vi dimenticherò mai è stato un onore giocare per voi!"

Fonte: lalaziosiamonoi.it