Lazio, Diakitè chiede chiarezza
Riccardo Mancini
Doveva essere l'anno della svolta, ma finora, tutto sembra fuorchè la stagione della definitiva consacrazione. Mobido Diakitè sta attraversando un momento di grande difficoltà. La Lazio vola in classifica, ma il gigante francese non può essere pienamente soddisfatto. Zero minuti in campionato ed anche diverse esclusioni dalla lista dei convocati di mister Reja hanno caratterizzato il suo primo scorcio di stagione: non se lo sarebbe mai aspettato, credeva davvero di poter sovvertire i pronostici, di scalare le gerarchie del tecnico goriziano, di trovare finalmente quello spazio che tanto aveva invocato negli scorsi anni. In estate, Reja stesso ha seguito da vicino i progressi del roccioso difensore transalpino, lo ha spronato in diverse circostanze, lo ha sempre tenuto in grande considerazione, nonostante nell'iniziale schieramento a 3, Diakitè fosse solamente la prima alternativa a Giuseppe Biava. Con il passaggio alla difesa a 4, però, le cose per il ragazzotto nato a Parigi si sono ulteriormente complicate: la sua grande voglia di affermazione è, infatti, stata soppressa da gerarchie ben definite. Un pò quello che accadde anche durante la scorsa annata: ad inizio stagione, con mister Ballardini, Diaki trovò parecchio spazio, fu uno dei titolari nella magica notte di Pechino quando la Lazio alzò al cielo la Supercoppa Italiana. Poi, però, con l'arrivo di Reja, il francese pagò lo stato di emergenza in cui versava la squadra, che in piena lotta retrocessione si aggrappò a profili più esperti come quelli dei nuovi arrivi Dias e Biava.
Oggi la sua posizione è alquanto scomoda. Durante la sessione estiva del calciomercato, lalaziosiamonoi.it ricorda che Diakitè aveva manifestato apertamente la volontà di cambiare aria, di trasferirsi altrove per trovare maggiore spazio ed opportunità da poter sfruttare. In molti hanno bussato alla porta di Lotito, su tutti il Chievo, il Bologna ed il Parma (nell'ipotesi di scambio con Antonelli), alle quali si sono aggiunte le solite lusinghe dalla Grecia e dalla Turchia. Ma il presidente biancoceleste lo ha sempre considerato incedibile, lo ha coccolato, lo ha fatto sentire importante, e non ha voluto minimamente prendere in considerazione l'ipotesi di cederlo. L'entourage del 23enne ne ha preso atto, confidava nelle parole del patron, auspicava di vedere giocare il proprio assistito con maggiore continuità. Niente di tutto questo, almeno per il momento. Il pacchetto arretrato composto da Lichtsteiner, Biava, Dias e Radu sta fornendo numerose garanzie ed il tecnico non ha alcuna intenzione di modificare l'assetto tattico. Il suo agente, quindi, si sta muovendo, vuole trovare una soluzione alternativa al problema, ha cercato un punto d'incontro con il presidente Lotito, nelle ultime ore c'è stato un contatto telefonico, un confronto aperto nel quale, però, non si è potuta analizzare a fondo la situazione. "Lotito è ermetico", ha fatto sapere il suo entourage.
Mobido è scontento: la felicità per il rendimento della Lazio in campionato è stata completamente travolta dalla delusione per il personale momento negativo, anche se, in cuor suo, ha scelto di non fare polemiche. Consapevole dei propri limiti e degli ampi margini di miglioramento a disposizione, non ha mai alzato la voce, ha lavorato in silenzio ed ora, non ha alcuna intenzione di guastare la gioia e l'entusiasmo dei propri compagni e dei tifosi biancocelesti, anche se, giorno dopo giorno, dentro di sè il malessere si fa sempre più martellante. Se la situazione non dovesse evolvere il calciatore ha già chiesto di essere ceduto nel mese di gennaio, lo ha fatto in silenzio, senza voler alzare polveroni. Lotito non ha ancora preso in esame tale soluzione, vuole vederci chiaro, non vuole farsi sfuggire con tanta facilità un giocatore sul quale ha deciso di scommettere personalmente, al quale ha espresso, a più riprese, la propria stima e la propria fiducia.
Con tutta probabilità, Reja gli concederà la passerella il 27 ottobre in Coppa Italia contro il Portogruaro: un'occasione per mettersi in mostra, per dimostrare di essere ancora vivo e di poter dare ancora molto alla causa biancoceleste. La volontà del francese è stata sempre quella di affermarsi con la maglia della Lazio. Ci proverà nuovamente, nonostante il suo avvio di stagione sia stato frenato da una brutta distorsione alla caviglia e dalla poca considerazione da parte di Reja. Continuerà a sgomitare, ad allenarsi con costanza e dedizione per farsi trovare pronto nel momento del bisogno, anche se è consapevole che la sua avventura con la Lazio potrebbe subire una brusca frenata, già a partire dai prossimi mesi...




