Lazio, il calvario di Meghni: "Ancora non sono pronto"
Riccardo Mancini
Non c'è pace per Mourad Meghni. Il fantasista franco-algerino, rientrato a Roma il 13 ottobre, dopo essere rimasto fuori per oltre 10 mesi a causa di un infortunio al tendine rotuleo del ginocchio sinistro e della conseguente operazione eseguita all'inizio di luglio, è stato costretto a fermarsi nuovamente. Roba da niente, rispetto al calvario vissuto dal dicembre scorso, ma ancora una volta l'infiammazione ed il fastidio all'arto operato ne hanno condizionato il recupero, lo stanno tenendo fermo da una decina di giorni a questa parte. Era tornato ad allenarsi nel Centro Sportivo di Formello, coadiuvato dal preparatore atletico Adriano Bianchini, era stato accolto dai suoi compagni di squadra tra scherzi, risate e tanti applausi. Mourad era rimasto sorpreso da tanto affetto. Aveva finalmente avuto modo di parlare anche con mister Reja. Una chiacchierata informale, per conoscersi, per capire le reciproche intenzioni, per buttare giù, insieme, una tabella di marcia, da rispettare fino in fondo per rientrare in campo il prima possibile. Poi l'ennesimo stop. Il ginocchio malandato non dà ancora le dovute garanzie allo staff medico biancoceleste, che quest'oggi ha deciso di sottoporlo ad alcuni esami di accertamento presso la clinica Paideia. L'intervento chirurgico non si è ancora riassorbito in maniera definitiva, il giocatore, con l'ausilio dei sanitari del club capitolino, ha, quindi, iniziato un protocollo di fisioterapia piuttosto intenso. Impossibile, però, al momento, stabilire i tempi di recupero. "Da dieci giorni ho avvertito nuovamente dolore al ginocchio - ha dichiarato ai microfoni del più noto quotidiano sportivo algerino Le Buteur il centrocampista -, per questo sono stato costretto a fermarmi. Si tratta di una semplice infiammazione, ma in questo momento mi sto sottoponendo a delle ulteriori cure. Voglio sbarazzarmi il prima possibile di questo problema per tornare a giocare con continuità sia con la Lazio che con l'Algeria. La mia unica preoccupazione, al momento, è quella di ritrovare la forma migliore, sono meno preoccupato per la tempistica. Se ho parlato con Reja? Mi ha chiesto notizie sulle mie condizioni e se avessi intenzione di restare alla Lazio, tutto qui. So che non sarà semplice rientrare in campo con la squadra, visto il campionato straordinario che i miei compagni stanno disputando. Spero solamente di avere un'opportunità per mettermi in mostra".
Il fastidio al tendine rotuleo lo sta tenendo lontano non solo dalla Lazio, ma anche dalla Nazionale algerina. Il tecnico non è più Saadane, colui che lo lanciò più di un anno fa con la maglia dei Verdi, ma Benchikha. Meghni sperava di poter completare il recupero in tempo per disputare l'amichevole contro il Lussemburgo che si giocherà tra due settimane. Le sue precarie condizioni, però, non lo hanno permesso: "Negli ultimi giorni ho capito che non sarei mai riuscito a recuperare in tempo, sto ancora male ed il rientro dipenderà dal mio stato di salute. Non mi ha sorpreso non vedere il mio nome nella lista dei convocati. Piuttosto mi hanno sorpreso le rinunce a Ghezzal e Belhadj. Ad ogni modo, in questo momento, il mio obiettivo è quello di giocare il più possibile con la Lazio e tornare a vestire la maglia dell'Algeria prima contro la Tunisia in amichevole e poi con il Marocco nelle qualificazioni alla Coppa d'Africa 2012".




