Lazio, il primo colpo è Pablo Pintos
Francesco Ponticiello
Pablo Cesar Pintos (23), esterno destro uruguaiano in forza al San Lorenzo de Almagro, potrebbe essere il primo rinforzo della nuova Lazio. A descrivere caratteristiche e qualità del calciatore sudamericano è Eugenio Ascari, esperto agente Fifa e profondo conoscitore del calcio italiano: "E' un ottimo giocatore - dice il manager ai microfoni di Teleradiostereo - , Quest'anno ha disputato un ottima stagione, è andato oltre le righe. Con la maglia del San Lorenzo de Al magro è andato oltre le righe, sia nel campionato di Apertura che in quello di Clausura. E' arrivato nell'agosto del 2009, caldeggiato da Diego Pablo Simeone. Nonostante sia un destro naturale, in Uruguay veniva utilizzato prettamente sulla fascia sinistra, ma presumo che la Lazio pensi a lui come possibile sostituto di Lichtsteiner. Lui in effetti ha caratteristiche simili a Maicon, anche se non ha la stessa forza fisica. Nell'ultimo campionato ha giocato come esterno basso di destra, in una difesa a quattro, ma potrebbe tranquillamente giocare anche nel centrocampo a cinque di Reja. E' un terzino con collocazione sudamericana, bravo a spingere, ma anche in fase difensiva. E' ancora molto giovane - continua Ascari - , Sarebbe un investimento importante. Mi era arrivata voce che importanti club spagnoli come Atletico Madrid e Siviglia lo volevano, sapere di questa accelerata della Lazio mi ha sorpreso, se davvero la Lazio è passata avanti vuol dire che ha superato una concorrenza molto nutrita. Sarebbe un grande colpo".
Nonostante sia già stato convocato nella "Celeste" di Tabarez, non farà parte della spedizione mondiale: "E' normale - dice Ascari - fino a pochi mesi fa non giocava in club di grande valore, non ha avuto modo di mettersi in mostra. In quel ruolo in nazionale gioca Caceres della Juventus che rispetto a lui è più marcatore. Il grosso passo avanti lo ha fatto solo in questa stagione, basta ricordare che un anno fa venne acquistato a solo un milione di euro, questo vuol dire che non aveva ancora raggiunto la piena crescita".




