Lazio, la carica dei 5mila: è entusiasmo pre-derby
Riccardo Mancini
E' il 135esimo derby di Roma e nel quarto giorno di passione pre-gara, a Formello il popolo laziale ha risposto da par suo. Un fiume di gente, un'onda anomala di auto e clacson che nel loro concerto d'amore hanno levato il sipario sulla giornata di festa organizzata nel quartier generale biancoceleste. L'amichevole del giovedì voluta dalla gente e accordata da Reja per permettere l'abbraccio dei 5.000 innamorati di Lazio. C'erano ragazzi, c'erano famiglie, non mancavano i bambini, c'erano i nonni. Un idillio scoccato intorno alle 14 quando la SS Lazio ha spalancato i cancelli, ha permesso l'afflusso, ma soprattutto ha dato modo alla sua gente di ammirare da vicino il proprio simbolo. Olympia, fiera, maestosa, autoritaria, si è prestata all'abbraccio della gente, ha concesso la passerella, vicino alla rete che separa il campo dalla tribuna. Flash, applausi, cori, per qualche minuto è stata lei la catalizzatrice del momento.
Poi, l'ingresso sul campo centrale di Formello dei primi giocatori, ha acceso ancor di più l'entusiasmo dei supporters. La capolista s'è ritrovata, d'un tratto, stretta nella morsa di un canto senza fine. Berni e Muslera hanno fatto capolino dal tunnel che collega gli spogliatoi con il manto erboso (prima buona notizia di giornata la presenza del portiere uruguaiano), tra l'entusiasmo generale, sono stati accolti da un fragoroso e lungo applauso, i tifosi hanno intonato i primi cori di giornata, accendendo anche torce e fumogeni, rendendo l'atmosfera ancor più suggestiva e carica di adrenalina. "Forza Lazio alè, bisogna vincere", "Forza Lazio dai vinci per noi", "Domenica cor veleno...", hanno chiesto a squarciagola i 5.000 fedelissimi, oltre, naturalmente, a dedicare una miriade di slogan ai cugini giallorossi: "Chi non salta è della Roma", il più gettonato. Il motivo è ispirato dal solito affetto per quei colori, ma le parole si sono modellate intorno al desiderio di rivalsa del nemico di sempre.




