Lazio, la nostalgia genoana di Biava
Claudio Colla
Intervistato dal Secolo XIX, il quasi 33enne difensore della Lazio Giuseppe Biava, approdato in biancoazzurro dal Genoa lo scorso gennaio, rivela una certa nostalgia dell'ambiente legato alla sua vecchia compagine, senza celare troppo un certo rimpianto: «Ritrovare il Genoa sarà come tornare in famiglia. Ci sono rimasto solo un anno e mezzo ma mi sono sempre sentito a casa. Eravamo un bellissimo gruppo, che sono orgoglioso di averne fatto parte. Ancora adesso, il primo risultato che chiedo è quello del Genoa e poi sono rimasto in contatto un po' con tutti, dai miei ex compagni ai magazzinieri. So che domenica proverò un'emozione incredibile. La cessione repentina? Non me l'aspettavo, e quindi subito ci sono rimasto un po' male. Ricordo che eravamo a Napoli e il giorno della partita uscirono le prime notizie sui giornali ma io ci scherzai sopra con i miei compagni: non pensavo di andare via, perché mi trovavo benissimo a livello umano e sportivo. Non lo nascondo, all'inizio ero un po' deluso ma poi mi ha chiamato il presidente Preziosi: ci siamo chiariti, la sua chiamata mi ha fatto molto piacere.
Sono contento per "Papa", perché mi ha sempre aiutato anche quando eravamo in concorrenza per una maglia. Non ha mai fatto polemiche anche quando restava in panchina: ha qualità importanti, sta già facendo bene e, se continua così, può diventare un grande difensore. Lo stesso vale per Sasà Bocchetti: gli auguro di riconquistare presto la Nazionale, se la merita. Rossi? Indispensabile. È l'anima del Grifone, la squadra non può fare a meno di lui. Milanetto? Intelligente. Dà fosforo in mezzo al campo e poi è quello che ha i piedi migliori. Sculli? Generoso.
Non molla mai, è un giocatore che vorrei sempre avere nella mia formazione. Moretti è duttile. Perché in difesa è in grado di giocare ovunque e ha tanta esperienza. Criscito poi è un fuoriclasse. Così giovane e già così forte.
Ho avuto parecchi allenatori, posso dire che Gasperini, insieme a Guidolin, è il migliore. Abbiamo sempre avuto un buon rapporto e poi, me ne sto rendendo conto adesso che non lavoriamo più insieme, fa giocare benissimo e rendere al massimo le sue squadre. Mi dispiace per il Genoa ma secondo me è già pronto per una "grande".
Sono arrivato a Roma da poco, città bellissima ma per integrarmi bene serve ancora del tempo. Mi mancano tanto le passeggiate che facevo con la mia famiglia sul lungomare di Arenzano. Mi mancano Genova, il mare e la tranquillità della Liguria».
Peccato per il derby perso, venivamo da 5 risultati utili e abbiamo anche giocato un ottimo primo tempo. Poi la gara è cambiata, subito dopo il rigore: ora dobbiamo fare risultato a Genova.
Se esulterei nel momento in cui segnassi un gol domenica? Il problema è segnare... Scherzi a parte, è difficile dirlo adesso, ma penso che non esulterò per rispetto dei tifosi e dei miei ex compagni».




