Lazio, Siviglia: "Vorrei continuare a giocare"
Francesco Ponticiello
Alla Lazio arrivò nel 2004 e fu uno dei primi acquisti della gestione Lotito. Sebastiano Siviglia 37 anni e tanta voglia ancora di giocare a calcio. Lui e la Lazio un amore nato sei anni fa a cui il difensore calabrese non vorrebbe rinunciare nonostante sia ad un passo dall'addio "Sono della Lazio ancora per un giorno il 30 giugno scade il mio contratto - dice a Radio Sei nella trasmissione Lazio di sera - Ho avuto modo di parlare di sfuggita con il presidente e mi ha fatto capire che la Lazio deve sfoltire la rosa. Quindi per ora la situazione resterà così, io nel frattempo aspetto...".
La Lazio gli è entrata dentro e gli ha cambiato la vita, tanto da spingerlo a scegliere Roma come dimora per il presente e il futuro per lui e la sua famiglia: "Mi piacerebbe continuare a giocare, mi sento integro fisicamente e deciderei di lasciare Roma, il mio ambiente e le mie abitudini solo se arrivasse un progetto allettante a cui non si potrebbe dire no. Ho scelto per sei anni la Lazio anche con diverse rinunce economiche e l'ho fatto senza mai rimpiangere nulla. Ho giocato sei anni fornendo un apporto affidabile e garantendo un lavoro genuino. Con questi colori mi sono tolto tante soddisfazioni e spero che questa storia continui".
Il futuro con la sfera a scacchi è sicuramente scolpito nel suo dna di atleta, ma il domani potrebbe vederlo impegnato dietro una scrivania o chissà seduto su qualche panchina: "Un ruolo diverso nel calcio? Ci sto pensando, perché se non sarà oggi sarà l'anno prossimo ormai ho 37 anni. Per ora la Lazio non mi ha proposto nulla, ma con il presidente ho un ottimo rapporto e torneremo sicuramente a parlare di questo. Se mi dovesse proporre qualcosa del genere non esiterei a prenderla in considerazione". Per Siviglia la Lazio però oltre che sei anni di soddisfazione è anche una piazza con tifosi esigenti rimasti feriti dall'ultima sciagurata stagione: "Due anni fa abbiamo salvato una stagione con la coppa Italia. Quest'anno invece ci siamo salvati all'ultimo. Le colpe sono state di tutti e non mi va di dare la croce a questo o a quello, oppure di additare ballardini. Dico che Reja è stato un grande, perché è riuscito a dare una sterzata a tutti noi, che forse c'eravamo un po' saziati dei successi raggiunti. Ci siamo ritrovati nel campionato di ritorno ed è emerso il gruppo".
L'anno passato è da banco degli imputati nessuno escluso: "Anche qualche mia prestazione è stata deludente, ma dal punto di vista dell'unione fra noi giocatori mi sento di dire che questa Lazio non è più soggetta di altre squadre a naturali screzi o discussioni interne. Solo che per noi che non abbiamo raggiunto risultati esaltanti tutto si è ampilificato". Per la prossima stagione Seba è certo che la gente laziale deve dormire sonni tranquilli: "Mi sento di poter rassicurare tutti... I miei colleghi sono atleti esemplarie ottimi ragazzi. Quest'anno nonostante le difficoltà ci sono state delle risposte importanti sul campo. Poi anche in difesa ci sono elementi forti, Radu e Dias su tutti. Siate fiduciosi!".Un messaggio che Siviglia spedisce ai tifosi che lui vorrebbe sentire ancora suoi, nonostatne qualche difficoltà vissuta poco tempo fa con la Curva, "A volte per troppo amore si rischia di essere fraintesi e rovinare tutto. Mi riferisco ad una mia esultanza nel passato che purtroppo non sono mai riuscito a spiegare a pieno. Io a questi colori e aquesta gente tengo troppo è per loro che ho sofferto nell'ultima stagione. Loro che seguono la squadra sempre anche senza risultati importanti o prove dignitose. Spero di aver lasciato un buon ricordo".
Le ultime parole sono piene di speranze, una speranza che collima con il sogno. Lui e la lazio ancora insieme: "Mi alleno da solo sto aspettando novità. Non escludo nulla, voglio farmi trovare pronto se dovesse arrivare una chiamata. La lazio? Chissà..!? Ripeto io sono qui e attendo fiducioso..."




