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Lazio, Viviani: "Potrei raggiungere Reja"

Lazio, Viviani: "Potrei raggiungere Reja"TUTTO mercato WEB
© foto di Federico Gaetano
sabato 1 maggio 2010, 07:442010
di Riccardo Mancini
fonte di Riccardo Mancini per lalaziosiamonoi.it/Radio Sei

Edy Reja sarà ancora l'allenatore della Lazio nella stagione 2010/2011? Stando a quanto dichiarato nei giorni scorsi dallo stesso allenatore friulano e dal presidente Claudio Lotito sembrerebbe proprio di si. Meticoloso, puntuale, attento ai minimi dettagli, severo quanto basta: il maestro di Gorizia ha stupito tutti, dagli addetti ai lavori ai giocatori, passando per la gente. A Napoli e Spalato, tanto per citare le sue ultime esperienze, ha lasciato il segno. Ci sta riuscendo anche a Roma. E, con tutta probabilità, a salvezza matematica, la società annuncerà la sua conferma anche per la prossima stagione. Comincerà una nuova avventura sin dal principio. Porterà la squadra in ritiro in quel di Auronzo dI Cadore, studierà la nuova Lazio da vicino, la plasmerà a sua immagine e somiglianza. Insieme a lui, potrebbe non esserci più, però, Giovanni Lopez. Il contratto dell'ex giocatore di Vicenza e Lazio scadrà il prossimo 30 giugno, Lotito sta valutando la sua situazione. Potrebbe raggiungerlo, invece, il suo vice ai tempi del Napoli, Fabio Viviano. Mister Edy lo aveva cercato già a febbraio, lo avrebbe voluto con sè sin da subito, ma l'attuale allenatore della Sambonifacese ha preferito declinare l'offerta di Reja e concludere la stagione con la squadra di Lega Pro con la quale è tuttora impegnato. La redazione di Radio Sei, durante la trasmissione Lazio di Sera, in virtù di tali indiscrezioni, ha contattato proprio lo stesso Viviano, il quale ha ricordato con piacere i suoi trascorsi al fianco dell'attuale tecnico biancoceleste: "Abbiamo trascorso 4 bellissimi anni insieme in cui ci siamo tolti diverse soddisfazioni. E' stata un'esperienza molto piacevole sia dal punto di vista dei risultati sia per ciò che concerne il rapporto che sono riuscito ad instaurare con lui".

La piazza romana ormai si è affezionata a Reja ed ha imparato ad apprezzarne il modo di lavorare. Chissà che non spetti proprio a Viviani il compito di affiancare uno stakanovista come il mister friulano: "Vediamo a fine stagione. Edy ed io ci siamo sentiti spesso anche prima che lui approdasse nella Capitale. Adesso non è tempo di parlare di queste cose: la Lazio è impegnata nel raggiungimento di un obiettivo importante, io lo sono altrettanto con la Sambonifacese. Ci sarà tempo per parlarne in estate, a bocce ferme. La stagione estiva è lunga...Ad ogni modo, quando eravamo a Napoli, spesso ci guardavanmo in giro e vedevamo nella Lazio una delle squadre che ci affascinava maggiormente. Edy è li e alla serie A è sempre difficile rinunciare. Sarebbe un piacere per me ma, come detto, prima di tutto finiamo la stagione".

Reja ha avuto il merito di cambiare la mentalità all'interno della squadra biancoceleste. Grazie a lui si è avuta un'inversione di tendenza non indifferente rispetto al passato: "La qualità di Edy è quella di sapere individuare in brevissimo tempo quali siano gli stimoli giusti da trasmettere alla squadra e di capire le problematiche che possono esserci all'interno di una rosa. Addirittura, a volte, decide di accolarsele sulle proprie spalle finendo spesso per fare da scudo. Così facendo, fa sì che la squadra ed il gruppo diventino un corpo unico".

La batosta del Derby è stata mal digerita dall'allenatore biancoceleste. Una partita che Edy aveva impostato al meglio: "Pensate che non lo sento da dopo la stracittadina. Per lui è stata dura smaltire la sconfitta. In quel frangente, la Lazio ha disputato un'ottima partita, l'ha interpretata al meglio. Solamente che il nostro sport è fatto di episodi, e quelli determinanti sono girati male. Il resto della prestazione è stata molto positiva, nonostante in un derby questo conti poco o nulla, anche se non ho esperienza in questo senso".

L'esperienza nella Lazio, come era lecito attendersi, non è stata tutta rose e fiori per Reja: "Credo sia normale che in una squadra in difficoltà come quella romana diverse cose non girino dalla parte giusta. Se il mister è stato chiamato a stagione in corso vuol dire che la situazione non era positiva già da un pò di tempo. Fondamentalmente, però, anche da avversari, abbiamo sempre avuto la coscienza che il gruppo della Lazio sia tecnicamente e fisicamente adatto a ben altri palcoscenici rispetto a quello della zona retrocessione. Per questo, anche nei momenti di difficoltà, Edy ha sempre avuto la consapevolezza di avere un gruppo che, una volta superate le prime problematiche, avrebbe potuto fornire, in qualsiasi momento, delle garanzie importanti dal punto di vista dei risultati".

Parlando di tattica, il 3-5-2 sembra essere insito nel Dna del tecnico goriziano da diversi anni: "A Napoli è stata un'evoluzione. Edy ha la grande capacità di valutare i giocatori a disposizione e di metterli nelle migliori condizioni possibili. Il 3-5-2 è un modulo molto ben collaudato, che conosce molto bene ed anche quest'anno, alla Lazio, ha optato per questa soluzione soprattutto per il momento. E' un allenatore molto propsitivo, cerca di dare un'impronta offensiva alle sue squadre nonostante a Napoli si sia stato dipinto come un difensivista. Non è assolutamente così. Naturalmente, da grande tecnico ed intenditore di calcio qual è, sa utilizzare al meglio anche altri moduli".

Dopo la stracittadina con la Roma, le dichiarazioni del fratello-manager di Mauro Zàrate non devono essere piaciute molto allo stesso Reja. Viviani traccia un profilo del mister dal punto di vista lavorativo con i giovani: "Reja ha tutte le carte in regola per lanciare i giovani promettenti. E' stato uno dei primi a scoprire Pirlo. Non è un allenatore che ha timore in questo senso. E sa anche fare scudo su di loro. Per ciò che concerne la polemica relativa all'attaccante argentino, non so quali siano i motivi delle sue prestazioni negative. Ne abbiamo parlato spesso ma non siamo riusciti a capire. E' difficile poter esprimere un giudizio. Se esistono incomprensioni o problematiche con un calciatore il mister le affronta sempre a viso aperto. Il resto sono tutte chiacchiere da bar".

Domenica farà il suo esordio sulla panchina della Lazio, Giovanni Lopez: "Sono davvero contento per lui, siamo grandi amici, insieme abbiamo vinto la Coppa Italia con il Vicenza. E' stato il mio capitano".

In conclusione un pensiero sul futuro di Edy Reja sulla panchina della Lazio: "Il mister ha l'esperienza, la motivazione, le qualità per poter intraprendere un percorso importante ma anche la società deve essere cosncia degli obiettivi che vanno conseguiti col tempo. Non si possono raggiungere dall'oggi al domani. Bisogna avere pazienza. Se punta a traguardi più prestigiosi? Il fatto che le sue squadre abbiano spesso e volentieri lottato per la salvezza non vuol dire nulla. Salvare è sempre e comunque una vittoria. Poi, a seconda della macchina che si guida si stabiliscono degli obiettivi. Ha trovato una Lazio in questa posizione e sta riuscendo nel compito di traghettarla fuori dalle sabbie mobili. Ma gli allenatori fanno sempre di tutto per vincere e vogliono puntare sempre più in alto".

Domenica a Roma arriva l'Inter capolista: "Mi aspetto di vedere un grande risultato per Edy ma so che a Roma la situazione, riguardo la gara con i nerazzurri è piuttosto particolare (ride, ndr). Mi piacerebbe che la Lazio facesse un grande risultato con una big come l'Inter, una squadra che mercoledi è stata a dir poco fantastica".