Lazio, Zàrate: "Contento di sacrificarmi". Poi su Totti...
Riccardo Mancini
Sta dando l'anima per la Lazio e i risultati si vedono sul campo. Mauro Zàrate si è trasformato. Reja ha riflettuto molto sull'impiego del suo numero 10, ha studiato per lui una nuova veste, gli ha trasmesso la giusta mentalità, quella fatta di sacrificio e dedizione alla causa, El Pibe de Haedo ha messo da parte il proprio ego, ha saputo calarsi in questa nuova realtà. Un nuovo mondo per Maurito: fatto non solo di giocate ad effetto e di dribbling ubriacanti ma anche di ripiegamenti, fase difensiva e tanto, tantissimo sacrificio.
Anche oggi, contro il Palermo, il talento argentino ha dato prova di grande maturità: ha sofferto con Lichtsteiner la spinta di Balzaretti, poi, una volta, spostato a sinistra, ha, dapprima aiutato Radu contro Cassani, poi ha dato il meglio di sè in fase di ripartenza con alcuni scatti e giocate d'alta scuola. "E' vero gioco in una posizione diversa da quella a cui ero abituato - ha esordito ai microfoni di Sky Sport - Mi sacrifico molto ma se questo serve per far volare la Lazio e restare lassù va bene cosi". Reja e Brocchi, a fine gara, nonostante l'euforia da primo posto, non si sono scomposti più di tanto: "Mancano 18 punti alla salvezza". Scaramanzia o realta? "Non si tratta di scaramanzia - ha detto Zàrate -, ma siamo noi che ragioniamo cosi, pensando domenica dopo domenica alla partita in questione". Infine, un pensiero non può non andare all'assenza di Totti nella stracittadina di domenica. A precisa domanda, Maurito guarda la telecamera, si mette a ridere e se ne va, dando il via ufficiale alla spasmodica attesa per l'appuntamento più sentito della stagione.




