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Lazio, Zàrate: "Ho discusso con Reja ma ora va tutto bene"

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Riccardo Mancini
martedì 23 novembre 2010, 12:362010
autore Riccardo Mancini
23.11.2010 12:362010
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico Gaetano

E' tornato Mauro Zàrate. I tifosi della Lazio lo hanno acclamato, lo hanno atteso, non lo hanno mai messo in discussione, nonostante le mille difficoltà incontrate dal talento argentino nei mesi successivi alla partenza di Delio Rossi, colui che lo lanciò, con risultati fantastici, con la maglia biancoceleste. Ora, però, il numero 10 di Heado sta rinascendo. Ha vissuto un inizio di stagione fatto di sacrifici e di dedizione alla causa, ha cambiato ruolo pur di giocare, Reja gli ha chiesto di fare il tornante, Maurito si è applicato, non ha proferito parola. Da una settimana a questa parte è ritornato a vestire i panni dell'attaccante e a regalare delizie e gol al pubblico capitolino. Contro il Napoli una sua magia ha aperto le danze, a Parma è andato vicinissimo alla realizzazione in un paio di circostanze. E' tutto un altro giocatore, adesso. E in un'intervista rilasciata in Argentina, al quotidiano Olè, l'attaccante sudamericano ha rivelato alcuni interessanti passaggi del suo rapporto di odio e amore con lo stesso Reja (l'intervista risale ai giorni prima della vittoria di Palermo, gli screzi di Cesena ancora non c'erano stati): "Di problemi ne ho avuto uno solo, è stata una discussione in realtà - riporta il Corriere dello Sport -.

E' accaduta tra la fine dello scorsa stagione e l'inizio di quella attuale. Nella seconda parte del campionato giocai solo nove partite, andare in panchina mi dava molto fastidio, il tecnico mi voleva in un'altra posizione ed io mi arrabbiai. Così la pressione cadde su di me, la squadra non faceva gol, giocava male e l'allenatore mi tolse. Non ho mai accettato di essere il sostituto ma ho dovuto farlo". Poi sulla Lazio e sul suo ex tecnico Delio Rossi: "Possiamo arrivare in Champions...Rossi? E' il migliore, guardate Pastore. Ha lo stesso tecnico che ho avuto io appena sono arrivato in Italia. Il mister è sa chi deve indietreggiare, chi deve riposare per poi accelerare, ti lascia libero. E Pastore va alla grande".