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Maldonado e la valigetta, la storia del calcio si riscrive?

Maldonado e la valigetta, la storia del calcio si riscrive?TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Paolo Paolucci
venerdì 26 febbraio 2010, 17:552010
di Andrea Losapio

"Sono stato trattato come un mafioso". Parole e musica di Enrico Preziosi, presidente del Genoa, dopo la notizia dell'assoluzione per la vicenda Maldonado. Flashback di cinque anni, è l'undici giugno 2005: il Genoa vince contro il Venezia nell'ultima di campionato, ma alcune telefonate intercettate sembrano parlare di un possibile accordo fra lagunari e liguri per aggiustare il risultato della gara.
Tre giorni dopo, Giuseppe Pagliara, viene fermato dai carabinieri nei pressi di Cogliate Milanese: viene trovata una busta gialla, contenente 250 mila euro. E' l'inizio del caso Genoa, con Ruben Maldonado che diventa la pietra dello scandalo: quei soldi rappresenterebbero difatti l'anticipo che la società veneta deve ricevere per la cessione del difensore paraguaiano proprio ai rossoblù. Viene ritrovato anche un contratto di vendita, redatto però su un modulo non federale. La cifra totale era di circa 450 mila euro. Il sedici luglio la procura federale della FIGC chiede (e ottiene, nove giorni dopo) il declassamento all'ultimo posto del Genoa (e conseguente retrocessione in Serie C1), mentre non era possibile giudicare il Venezia, in quanto fallito un mese prima. Sentenza confermata anche dalla sentenza d'appello (8 agosto) e dal tribunale civile (19 agosto).
Il processo penale, ovviamente, non può andare di pari passo rispetto a quello sportivo. Enrico Preziosi viene condannato per due volte (2 marzo 2007 e 28 novembre 2008) a 4 mesi di carcere, così come Matteo Preziosi, Stefano Capozucca, Franco Dal Cin e Giuseppe Pagliara. Assoluzione per Michele Dal Cin, l'unico a non aver commesso il fatto.
Riavvolgiamo il nastro fino ai giorni nostri. Ieri la corte di Cassazione ha assolto Preziosi e annullato le condanne dell'appello (i quattro mesi, poi indultati), con grande soddisfazione anche per il legale del presidente genoano: "Si sono rivelati fondati i motivi che avevamo sempre sostenuto - ha dichiarato il legale - la famosa valigetta con i soldi non è mai esistita ma è stata solo il frutto della distorsione mediatica che ha sempre caratterizzato questa vicenda. La verità sta venendo fuori". La storia, quindi, potrebbe riscriversi davvero, considerato il rinvio a un'altra sezione penale dell'Appello.