Maxi Lopez, la Juventus e Astori: top e flop del campionato
Andrea Losapio
Tre vittorie tre: la testa della classifica non cambia per niente, con un'Inter imperiosa col Bologna, la Roma che vince a Bari - e non era facile -, mentre il Milan balla sul tagadà Cagliari, ma alla fine ne esce indenne. Dietro vittoria importantissima dell'Atalanta - che uccide le residue speranze del Siena di salvarsi -, con l'Udinese che batte nel derby bianconero la Juventus: Lazio di nuovo risucchiata. Sampdoria e Palermo pronte a dare vita a un finale di campionato pirotecnico per la zona Champions.
I top
Maxi Lopez - Se a vent'anni giocava con il Barcellona, un motivo ci doveva essere. Arrivando a Catania ha fatto felice il Massimino: con Pavone sarebbe stato formidabile, da solo basta e avanza per salvarsi.
Mirko Vucinic - E' lui l'uomo della rinascita giallorossa: gol, dribbling e divertimento, il montenegrino sta crescendo partita dopo partita. Lo United lo segue da tanto, chissà che Ferguson non voglia allargare i cordoni della borsa...
Jaime Valdes - Potevamo inserire l'Udinese (abbiamo messo la Juventus nei flop, penso possa bastare), ma Valdes sta portando punti e respiro all'Atalanta di Bortolo Mutti. Sta facendo la differenza e confermandosi un gran giocatore.
I flop
Davide Astori - Viene preso come capro espiatorio per un Cagliari che non sa più vincere. Due punti in otto partite, con anche un po' di sfortuna. Sul gol la colpa è più di Marchetti (che peraltro sbaglia anche sulla conclusione, potentissima, di Huntelaar) che sua: qualche maligno potrebbe dire che ha sbagliato porta apposta. Si scherza, evidentemente.
La Juventus - "Dopo la sconfitta di Udine, Società, allenatore e giocatori si scusano con tutti i tifosi e decidono il silenzio stampa". Il quadro è già abbastanza desolante.
Aldo Spinelli e il Livorno - Non tanto per il pareggio con un Genoa in emergenza (a segno Boakye, diciassettenne della primavera rossoblù), ma per la gestione di Cosmi e della società.




