Milan, a meno quattro sognare non costa nulla, pensando al '99
Antonio Vitiello
A quattro punti di distacco il Milan ora non solo ha il diritto ma anche il dovere di crederci. La storia del calcio lo insegna, i rossoneri lo sanno bene. Dopo la vittoria di Firenze (tre punti pesanti come un macigno, è vero grazie anche alla svista di Rosetti), la parola più gettonata di chi ha il Milan nel cuore è 'rimonta'. Il pensiero dei tifosi rossoneri piano piano sta andando lì, all'incredibile cavalcata della stagione 98-99 sotto la guida di Zaccheroni, che significò scudetto. Allora quattro erano i punti di svantaggio alla 28esima giornata, allora in testa c'era la Lazio. Allora le parate scudetto portarono proprio la firma di Christian Abbiati, a inizio stagione terzo portiere proprio come quest'anno: in quella occasione era diventato titolare per una follia di Sebastiano Rossi, questa volta per un tipo diverso di follie di Nelson Dida.
Oggi come allora il Milan è partito senza nessun favore del pronostico, che ora la forza del gruppo sembra poter cambiare. Il trascinatore è senza dubbio Ronaldinho, nei panni del Boban o se preferite del Leonardo di quella stagione. Senza dubbio il migliore Ronaldinho da quando veste rossonero, semplicemente decisivo con 12 reti e numero 14 assist, dopo i due di ieri. Alla faccia della depressione dopo la mancata convocazione di Dunga. In tutto questo c'è Borriello che è una garanzia, ma che ogni tanto può anche prendersi delle pause: dietro c'è Huntelaar che da bidone si è trasformato in campione (7 punti in classifica portano la sua firma), dietro c'è Pato, che forse aspetta la Primavera per sbocciare, ma che intanto a suo modo è tornato ad essere decisivo. Il Milan non ha niente da perdere e sognare, in fondo, non costa nulla.




