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Milan, attenzione a non pretendere l'impossibile

Milan, attenzione a non pretendere l'impossibileTUTTO mercato WEB
© foto di Tiziano Crudeli
sabato 17 luglio 2010, 07:302010
di Antonio Vitiello
fonte editoriale di Tiziano Crudeli per MilanNews.it

I tifosi rossoneri sono sempre più delusi. I rinforzi non arrivano o arrivano col contagocce. C'è il fondato timore che se non si provvederà a potenziare i ranghi difficilmente il Milan sarà competitivo ai massimi livelli. Oltretutto i giocatori, molti dei quali superano abbondantemente le trenta primavera, avranno sul groppone un anno in più. Le preoccupazioni, quindi, sono giustificate. Un po' tutte le concorrenti si stanno muovendo sul mercato e quindi ci ritroveremo con avversari decisamente più forti rispetto alla scorsa stagione. E allora, al cospetto di tanto immobilismo, il pressante invito rivolto a Berlusconi di cedere il Milan, al miglior offerente è sempre più diffuso. Già, vendere il Milan, ma a chi? Difficile se non impossibile trovare un imprenditore disposto a investire dai 400 agli 800 milioni per rilevare la società rossonera. Gli arabi o i russi hanno fatto timide avance che non si sono concretizzate in proposte vere e proprie. Quindi tutte le presunte trattative non hanno avuto un seguito. Dobbiamo allora metterci in testa che, per ora, sulla piazza non ci sono acquirenti credibili. Inutile quindi pretendere l'impossibile. Il malumore dei tifosi è del tutto comprensibile. Fa male vedere un Milan così sparagnino che non si può permettere un acquisto in grado di consentire un salto di qualità. E d'altronde, amici miei, le attuali difficoltà economiche del nostro Paese impongono a tutti pesanti sacrifici. Vietato sperperare. Piuttosto è il caso di chiedersi per quale motivo ci ritroviamo con 11 giocatori in scadenza di contratto, praticamente invendibili per gli onerosi compensi che percepiscano a 33-34-35 anni. Gli errori del recente passato incidono non poco sulle ristrettezze del presente. Preso atto di una situazione economica non certo rosea cerchiamo di non disperare. Personalmente sono convinto che qualcosa di positivo succederà. Anche perchè i vertici societari sono consapevoli che per riportare i tifosi alla stadio ci vuole qualche big in grado di infiammare la torcida e rilanciare sopiti entusiasmi.

Così è stato fatto a suo tempo con Roberto Baggio, con Ronaldo e ultimamente con Ronaldinho. I tredicimila fedelissimi che sulla fiducia hanno rinnovato l'abbonamento meritano un premio. Il Mondiale vinto dalla Spagna ha insegnato che bisogna puntare sulla qualità e sulla tecnica. In realtà il Milan dello scorso campionato batteva questa strada. I rossoneri nei momenti di grazia erano in grado di esprimere un tasso tecnico molto elevato. Con una differenza sostanziale: mancava la velocità di esecuzione, i centrocampisti, in quanto a proprietà di palleggio, non erano paragonabili e Iniesta, Xavi, Xabi Alonso e Fabregas; mentre le punte rimanevano troppo alte e isolate. Gli infortuni e qualche scelta, non sempre felicissima, hanno fatto il resto. Già, ma tutto ciò fa parte di una stagione andata in archivio tra luci e ombre. Visto il fallimento dell'Italia ai Mondiali oggi tutti i club si sono resi conto che bisogna puntare sui giovani. E il Milan non è da meno. Dall'Inter arrivano Fossati, Daminuta e Filkor acquistati per la "modica" cifra di 5 milioni di euro. Quest'ultima operazione merita un doveroso approfondimento. Il Milan si era impegnato a riscattare dall'Inter per quello importo Amantino Mancini. Visto il deludente rendimento del brasiliano era del tutto illogico spendere quanto pattuito per un giocatore avviato sul viale del tramonto. Così i dirigenti rossoneri hanno preferito dirottare il loro interesse, e il relativo congruo esborso, su tre Primavera molto promettenti. Curiosa la storia di Fossati. A 14 anni era uno degli elementi più in vista delle giovanili del Milan, ma siccome suo fratello, dopo un provino, venne scartato dai tecnici milanisti mentre all'Inter invece lo tesserarono, i suoi genitori fecero pressioni su Ruben Buriani, allora responsabile del Settore Giovanile, per fargli vestire la maglia nerazzurra. Dopo un tira e molla interminabile il giovane centrocampista ottenne l'okay. Fossati, che già era ritenuto una promessa, ha poi confermato negli anni di essere uno dei più validi esponenti della classe 1992. Da tempo era in rotta con la società nerazzurra che voleva prolungargli il contratto in scadenza nel 2011, ma i suoi procuratori avevano decisamente rifiutato ogni proposta. Ora il fanciullo è ritornato all'ovile rossonero.