Milan: l'equilibrio ritrovato
Redazione TMW.
Non ha vinto, ma ha rimontato fuori casa contro un Ajax in palla. Non ha dominato, ma ha giocato con tanta qualità. Ha sofferto poco, solo sulle giocate individuali di quel Luis Suarez che già ai mondiali aveva fatto capire chi fosse.
L' equilibrio del Milan è la migliore notizia per Allegri che, dopo essere stata inforcato in contropiede a Cesena e dopo aver corso gli stessi rischi a San Siro contro Auxerre e Catania, ha dimostrato di essere sulla retta via.
Le gare di Gennaro Gattuso sono quasi sempre epiche, e se qualcuno gli dà del giocatore finito, ecco che 'Ringhio' risponde sul campo, dimostrando ancora una volta quelle virtù che l'hanno fatto entrare nel cuore dei tifosi milanisti e di quelli della nazionale: generosità e concretezza.
Non è un caso che con lui in campo il Milan soffra di meno, anche se i gol presi contro la Lazio e contro l'Ajax dimostrano che ancora si deve lavorare tanto in difesa, con particolare attenzione alla fascia destra: perché è vero che Hernanes e Suarez hanno fatto due giocate da campioni, ma è altrettanto vero che i due gol si assomigliano troppo per non suggerire una maggior copertura su quel lato del campo.
Ampiamente promossi i due grandi ex dell'Amsterdam Arena, Ibrahimovic e Seedorf.
Zlatan segna ancora ed è capocannoniere insieme ad Anelka con 3 reti. Seedorf incanta, mette solo davanti a Stekelemburg prima Robinho e poi il 'fenicottero', che rimedia alla sciagurata conclusione del brasiliano.
Seedorf abbina colpi di classe a tanta quantità, e quando esce si viene salutato da una standing ovation del pubblico olandese, che gli tributa anche uno striscione che recita "Clarence sarai sempre un eroe".
La nota stonata questa volta la mette Robinho. E' venuto a Milano per sostituire Borriello e fin'adesso il confronto con i gol del romanista è impietoso. Ma ha dalla sua l'attenuante della scarsa preparazione atletica estiva. Sicuramente al Milan vorranno fargli bruciare le tappe, perché se la squadra trova l'equilibrio a centrocampo e non subisce più in contropiede, quando crea una palla gol così clamorosa come minimo vuole che venga trasformata.




