Milan, la stagione dei rimpianti: Berlusconi pensaci...
Antonio Vitiello
Poteva essere al primo posto, poteva già aver staccato l'Inter di 4 punti, poteva... e invece il Milan si ritrova terzo in un campionato che poteva vincere tranquillamente. La stagione dei miracoli si sta trasformando in quella dei rimpianti. Il calo dell'Inter, gli episodi arbitrali fortunati e l'anno magico di Ronaldinho potrebbero non servire a raggiungere lo scudetto. "Colpa" della sfortuna dirà qualcuno e le dieci assenze di domenica sera potrebbero far pensare a questo ma la "colpa" è anche e soprattutto di un mercato estivo disastroso seguito da una finestra invernale se possibile peggiore. Huntelaar e Onyewu ad agosto, Mancini e Adiyiah a gennaio. Se a questi nomi in entrata aggiungiamo la partenza di Kakà il quadro è completo e parlare di sfortuna vale fino a un certo punto. Una squadra che vuole lottare per vincere qualcosa di importante, l'infermeria piena deve metterla in conto.
La realtà è che il Milan sta facendo il possibile e l'impossibile, partita di Parma a parte i tifosi a Leonardo e ai giocatori non possono rimproverare nulla. I rimpianti allora non sono tanto per i pareggi interni con Napioli e Lazio, quanto per come sia stato lasciato tutto al caso.... per come non sia stato fatto qualche acquisto in più, qualche acquisto più mirato e logico. La squadra ha il fiatone, più di così non può fare, Berlusconi se ne faccia una ragione, soprattutto pensando al futuro. Sperare in un altro miracolo non sarà più sufficiente anche perchè l'artefice di questo miracolo con tutta probabilità lascerà a fine stagione. Il Milan ha un bisogno disperato di fare mercato e di farlo bene, seguendo un progetto che attualmente non si intravede all'orizzonte perchè il rischio di sognare, per poi ritrovarsi con un pugno di mosche in mano anche nella prossima stagione è concreto. I tifosi l'hanno capito: lo stadio vuoto e lo scarso incoraggiamento alla squadra sono il messaggio più chiaro lanciato negli ultimi anni. Qualcosa si è rotto tra il Milan e i suoi sostenitori, la società, Berlsconi in testa, deve dare un segnale forte, urge una svolta perchè errare è umano ma perseverare è diabolico e neanche il diavolo può permetterselo.




