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Oscar Magoni: "Un giorno vorrei allenare in Campania"

Oscar Magoni: "Un giorno vorrei allenare in Campania"
mercoledì 22 dicembre 2010, 16:552010
di Stefano Sica

"Spero sempre che una squadra campana mi chiami perchè è lì che voglio tornare da allenatore: da calciatore ho visto come il calcio sia vissuto da quelle parti, proprio come piace a me. Spero che qualcuno si ricordi di me". Al timone della Colognese (serie D), Oscar Magoni si gode il momento magico della sua squadra, seconda in classifica alle spalle del Mantova, ma non nasconde il sogno di ritornare in una terra che lo ha formato tanto come calciatore. Poi, intervenendo nel corso di CalcioNapoletano Live (Radio Azzurra), la sua analisi si sposta sul momento del Napoli, di cui è stato prezioso centrocampista e capitano dal 1999 al 2002: "Intanto devo dire che l'obiettivo della Colognese era quello di salvarsi ed invece siamo andati al di là delle nostre aspettative. Sono contento del nostro lavoro ma ora dobbiamo tener duro ed andare avanti così il più possibile. Sul fronte Napoli, non sono sorpreso più di tanto dalla posizione che occupa. Ha un potenziale tecnico fantastico, con campioni veri che fanno la differenza. E poi gli azzurri, anche se un pizzico fortunati, sono molto combattivi. Se proprio non immaginavo che sarebbero stati secondi a questo punto del campionato, certamente credevo che si sarebbero ritrovati nelle primissime posizioni. Il Napoli ha tutte le carte in regola per puntare alla Champions. Le prossime partite contro le big potrebbero confermarlo. Rinforzi? Penso che questa squadra debba migliorare in difesa, il reparto dove ha forse i giocatori più "normali", mentre negli altri settori ha campioni autentici. Un grosso campione nel reparto arretrato farebbe comodo. A centrocampo, a mio parere, non c'è bisogno di innesti. Al limite ci vorrebbe uno alto e forte di testa, visto che ci sono giocatori di statura medio-bassa. Ma, ripeto, il Napoli ha in mediana giocatori di altissimo livello. In genere, si può migliorare la rosa per allargare la panchina. Quelli che giocano ora sono già dei campioni.

Prendere per prendere non ha molto senso. Al punto in cui è il Napoli oggi, servono solo dei ritocchi di qualità. Lo scudetto? Non direi, anche se sognare non costa nulla. La realtà del Napoli è però in crescita, migliora anno dopo anno e diventa sempre più solida. La fase discendente del mio Napoli? Io arrivai nel periodo peggiore. Erano i tempi della doppia transizione Ferlaino-Corbelli, i quali hanno convissuto tra mille problemi. Poi il club entrò in amministrazione controllata, prima dell'arrivo di Naldi. Vivevamo tra difficiltà enormi che si mischiavano ad una pressione molto elevata ed a grandi problemi di gestione. Alcuni giocatori sono arrivati un pò a fine carriera. Come capitano, ho cercato di tenere il gruppo unito tentando di andare oltre l'ostacolo. Il 2000/01 fu una stagionaccia: l'avvento di Mondonico ci portò qualche punto in più, ma poi diversi giocatori hanno un pò mollato. Certo, furono colpe di tutti, società e giocatori. Poi a gennaio ci fu un cambiamento ancora radicale. Onestamente, è difficile dire, in una situazione simile, se con Zeman ci saremmo salvati o meno. Peccato perchè Napoli meritava di più. Merita quello che ha adesso, non certo la B. Per la storia gloriosissima che ha".