Panchine d'Italia e d'Europa, la cartina della rivoluzione
Andrea Losapio
Terremoto. La parola più semplice per capire come sarà il mercato allenatori della prossima estate - ma anche prima - è sicuramente questa, con moltissime panchine che appaiono a rischio, tecnici che sentono scottare la propria panchina e si sfogano a mezzo stampa, qualcuno che non sta dando la consueta continuità ai risultati e che potrebbe essere confermato solo in caso di vittoria in Champions League. C'è chi, invece, ha dato una promessa alla storia per un altro anno, decidendo di riservarsi ulteriori decisioni in futuro. Dieci nomi per la rivoluzione, che per i motivi più disparati potrebbero cambiare panchina prima di luglio.
Louis van Gaal - Bayern Monaco - Iniziamo con lui perché è l'allenatore che la scorsa stagione è passato dall'inferno (a novembre) alla santità, nonostante una finale di Champions persa contro l'Inter. L'inizio di anno non è stato dei migliori, il Borussia è oramai scappato in campionato e agli ottavi ritroverà i nerazzurri: a febbraio rischia di essere fuori da tutto.
José Mourinho - Real Madrid - Lui, invece, vince e quasi convince, ma non dà lustro al Real Madrid. Parola di Valdano, che ha spiegato che lo stile delle merengues è molto diverso da quello messo sul piatto dal tecnico lusitano. Possibile divorzio, anche se Karanka e l'entourage blanco smorzano i toni, con Moratti pronto a ritornare su di lui, come testimonia l'incontro di ieri. Non dovesse vincere nulla, ovviamente, l'addio sarebbe lapalissiano.
Josep Guardiola - Barcellona - Meglio di Mourinho, eliminato con una manita in faccia, è il vero idolo blaugrana. Forse non in grado di oscurare la stella Messi, ma è grazie a lui se il Barça diverte, straccia gli avversari e li fa sentire inferiori nel vero senso della parola. Una banda di marziani, con un comandante che potrebbe cambiare: due le possibilità, o Inter o Chelsea, con i Blues lievemente in vantaggio.
Rafa Benitez - Inter - Moratti spende e spande per il parco giocatori, tranne quando sulla panchina arriva lui. Quarta o quinta scelta estiva, adesso rischia di trovarsi senza lavoro dopo soli sei mesi. Il suo sfogo sembra arrivare da lontano, ma può anche essere una mossa per riprendere quella dignità troppe volte messa in discussione. Operazione riuscita, se l'intenzione era quella di non essere confermato troppo a lungo.
Luciano Spalletti - Zenit - E' il principale candidato per sostituire Rafa Benitez sulla panchina dell'Inter. Ha vinto il suo scudetto con margine considerevole, ora è in pausa come tutta la Russian Premier League, fattore da non trascurare. Non poteva andarsene a stagione in corso, mentre ora potrebbe accettare la corte di Moratti. Qualche screzio di troppo con lo spogliatoio del club di San Pietroburgo lo può far riflettere, anche se l'ultima parola la ha il patron nerazzurro.
Carlo Ancelotti - Chelsea - La recente striscia negativa dei Blues sta facendo riconsiderare la possibilità, ad Abramovich, di cambiare a fine stagione. A meno che non arrivi la coppa dalle grandi orecchie, vero obiettivo del magnate russo, il quale potrebbe lasciare anche il club secondo alcune fonti russe. Guardiola primo obiettivo per la panchina, ovviamente, ma lui potrebbe tornare in Italia (Roma, o addirittura Inter).
Sir Alex Ferguson - Manchester United - Non è in discussione, ovviamente, ma è l'ago della bilancia per il futuro di José Mourinho. Se il manager dei Red Devils dovesse confermare il suo addio dall'Old Trafford il 30 giugno 2012, a quel punto Mourinho potrebbe puntare davvero la panchina di Ferguson, rimanendo a Madrid per due anni. Altrimenti, spazio a nuove esperienze.
Fabio Capello - Inghilterra - Stupido con il cappello. Una frase che suona come un epitaffio per la panchina del tecnico ex Milan e Juventus, accostato in questi giorni - come la scorsa estate - all'Inter. Potrebbe decidere di andarsene, complice anche un mondiale decisamente sottotono, ma il contratto con la FA rimane pesante.
Edy Reja - Lazio - Dulcis in fundo, due tecnici di casa nostra che stanno vivendo, per motivi diversi, un periodo travagliato. Benissimo i biancocelesti, che hanno superato anche l'Udinese portandosi a meno tre dal Milan, anche se Reja ha fatto sapere di non gradire i mugugni dell'Olimpico, minacciando l'addio. Panchina calda, anche se Lotito fa scudo.
Delio Rossi - Palermo - Zamparini dixit: "Non ha le palle". Una vera e propria bordata da parte del vulcanico presidente, che poi si è affrettato a spiegare che Rossi al 99% rimarrà. E' quell'uno per cento che preoccupa.




