Parma, Leonardi: "L'obiettivo è la salvezza"
Riccardo Mancini
Di Laziali veri nel mondo del calcio è difficile trovarne. Lui, però, lo è per davvero e non ha mai fatto fatica a dichiararlo, nonostante la sua carriera da professionista non lo abbia mai portato a vestire i colori sociali biancocelesti. Udinese, Cisco Roma e attualmente Parma: queste le ultime esperienze per il ds ducale, Pietro Leonardi, uno dei dirigenti più affermati e qualificati dell'intero panorama calcistico. Domenica si ritroverà davanti la sua Lazio, quella che, come dice lui, "l'ha temprato", l'amore di una vita. Le emozioni corrono veloci nella sua mente e nel suo cuore, ma, lo stesso Leonardi non è disposto a fare sconti alla causa biancoceleste. Intervenuto ai microfoni di Radio Sei, durante la trasmissione Lazio di Sera, ha analizzato la gara del Tardini, ed ha rimarcato, se mai ce ne fosse bisogno, quale sia la sua fede calcistica...
Buonasera Pietro, ci racconti quell'esperienza alla Cisco?
"Ricordo con piacere quegli anni: fare 70 punti in C non è mai facile, siamo arrivati a due lunghezze dalla prima. Peccato, perchè senza alcuni episodi sfortunati nel finale di stagione, saremmo potuti arrivare primi ed essere promossi direttamente senza passare per i play-off, risultati fatali".
Parma-Lazio: i gialloblu stanno facendo molto bene, i biancocelesti sono incerottati. Che partita ti aspetti?
"E' delicata, ricopre tanti significati, uno di questi è lo stesso obiettivo per entrambe le formazioni. La Lazio, all'inizio dell'anno, ne aveva altri di obiettivi, per noi il principale è sempre stato quello di arrivare il prima possibile alla salvezza. Quando si parla di queste cose c'è poco da star sereni...".
Il cambio di allenatore della Lazio potrà rappresentare un ulteriore handicap per il Parma?
"Solitamente quando avviene un cambio in panchina, all'interno della squadra c'è sempre una scossa, i giocatori sono stimolati e vogliono dimostrare che la colpa per la situazione deficitaria non è loro. A parte questo la nostra preoccupazione principale è che la Lazio non c'entra nulla con questa condizione. Ha qualità nei singoli superiori alle squadre che lottano per la salvezza...".
Pensi che i problemi della Lazio fossero legati soprattutto a Ballardini?
"Non credo assolutamente. I demeriti sono da condividere con tutti, dalla società ai giocatori passando per l'allenatore. Nel calcio però è consuetudine che quando si perde è l'allenatore a dover pagare. Non l'ho mai ritenuta una cosa utile. L'ho dimostrato lo scorso anno con Marino all'Udinese. Mi ha dato grande soddisfazione la fase finale della squadra friulana. Vuol dire che il progetto era sostenuto da un qualcosa di forte. Per ciò che concerne la Lazio, io non vivo sulla mia pelle la situazione e per questo non posso giudicarla. Penso, però, che la società abbia deciso di intraprendere questo tipo di scelta dopo una valutazione oculata. Una squadra che può contare su Zàrate, Floccari, Cruz, Rocchi, Foggia ecc. è unica. Nella partita di domenica, nonostante non abbia fatto una grande partita è stata molto sfortunata. Non mi ha dato l'impressione di una squadra allo sbando, ha giocato decisamente meglio rispetto al Catania. Sicuramente il risultato negativo è conseguenza del trend che va avanti da inizio anno...".
La partita di ieri sera può incidere sul piano del rendimento sul match contro la Lazio?
"Ieri abbiamo speso tanto, non solo dal punto di vista fisico, ma anche per ciò che concerne la concentrazione e l'attenzione perchè incontrare l'Inter non è mai semplice. La fatica si sconfigge, però, con l'entusiasmo. Ieri, per me, abbiamo guadagnato tanti punti. Abbiamo giocato alla pari con i nerazzurri e questo dovrà darci la carica per sopperire alla stanchezza accumulata".
Biabiany sta dimostrando di avere grandi qualità...farete di tutto per trattenerlo con voi?
"Innanzitutto c'è da dire che ne abbiamo acquistato la metà nell'affare Mariga con l'Inter e per noi rappresenta una scelta importante per il futuro. Il ragazzo ha grandi qualità ma deve ancora migliorare. Ci sono margini di miglioramento impressionanti".
E' vero che la Lazio aveva pensato a Biabiany?
"Questo non lo so, anche perchè inizialmente il giocatore era solo in prestito da noi..."
I problemi della Lazio secondo te possono dipendere anche dalla mancanza di esperienza in certi ruoli, nulla togliendo al lavoro di Igli Tare come direttore sportivo?
"Sapete quanto voglio bene alla Lazio, obiettivamente non mi sembra giusto dare un giudizio in questo senso. Non mi va di passare per professore nei riguardi della società che mi ha dato tante emozioni da ragazzo e della città che mi ospiterà alla fine della mia carriera. Il sogno di vestire i colori biancocelesti l'ho abbandonato già da tempo. Mancherei di rispetto a Ghirardi e alla mia gente che non finirò mai di ringraziare anche per l'accoglienza di ieri. La Lazio ha già i suoi riferimenti, Lotito e Tare. Io ribadisco che il tifoso Laziale si contraddistingue per la tempra e per la sopportazione. In questo momento deve stringersi intorno alla squadra, senza fare troppe polemiche. Confido nel popolo biancoceleste e nella sua intelligenza".
Una figura come la tua alla Lazio sarebbe perfetta...
"Sarei ipocrita a dire che non mi fa piacere sentirvi dire queste cose perchè,indipendentemente da tutto, ho condiviso con la gente Laziale, non da professionista ,ma da tifoso, tante partite, gioie e dolori. Siccome mi sono temprato grazie ai dolori che mi ha provocato la Lazio, approfitto per mandare un messaggio ai tifosi: 'Non vi imborghesite, c'è da soffrire e quindi soffrite. Dopo le grandi sofferenze verranno le grandi gioie. Il Dna del Laziale non si può cambiare".
La Lazio si salva?
"Come fa a non salvarsi? Perde domenica, ma si salva....(ride, ndr)".




