Parma, Morrone: "Ci aspettano 17 finali"
Redazione TMW.
"Da adesso in poi ci aspettano 17 finali - dice il capitano del Parma FC Stefano Morrone - D'ora in poi dovremo fare punti contro tutte. Adesso ci concentriamo sul Palermo: bisogna fare punti dappertutto. Dispiace per il rinvio di ieri, perché c'era tanta voglia di giocare; per riscattare un periodo non felice come quello che abbiamo passato la gara di ieri contro l'Inter poteva essere l'occasione giusta per fare una grande prestazione. Noi avremmo voluto giocare, poi è arrivata la notizia del rinvio. Aspettiamo con ansia la partita di sabato a Palermo, consapevoli che tre partite in una settimana ci possono stare, e potrebbero dare anche una svolta positiva al nostro campionato. Ci apprestiamo a trascorrere questa settimana nel migliore dei modi."
Stefano Morrone, il rinvio della gara contro l'Inter di ieri è più un vantaggio o uno svantaggio per il Parma?
"C'era tanta voglia di giocare; per riscattare un periodo non felice come quello che abbiamo passato la gara di ieri contro l'Inter poteva essere l'occasione giusta per fare una grande prestazione. Noi avremmo voluto giocare, poi è arrivata la notizia del rinvio. Aspettiamo con ansia la partita di sabato a Palermo, consapevoli che tre partite in una settimana ci possono stare, e potrebbero dare anche una svolta positiva al nostro campionato. Ci apprestiamo a trascorrere questa settimana nel migliore dei modi."
In questa settimana il mister avrà la possibilità di provare i nuovi arrivati: lei come li ha visti?
"Per adesso non li ho visti... Crespo ha un problemino alla caviglia; Baccolo si è allenato pochissimo. Valiani si vede che è già in condizione perché ha giocato con continuità negli ultimi sei mesi. Jimenez è lì lì per arrivare, e perciò lo aspettiamo. Sono tutti giocatori validi, importanti; Crespo poi ha dato una ventata di entusiasmo pazzesco e credo che a Parma si sia visto poche volte così. Tanta gente alla presentazione dell'argentino ha portato tanto entusiasmo a lui e tanto entusiasmo anche a noi, perché è un periodo in cui le cose non vanno benissimo, ma il suo acquisto ci da morale."
Sabato a Palermo per lei sarà una sfida particolare, essendo un ex rosanero...
"Sono stati due anni molto belli: il primo in Serie B in cui abbiamo conquistato la Serie A all'ultima giornata; il secondo con sulla panchina mister Guidolin in cui siamo arrivati in Coppa Uefa. Due annate molto belle che mi legano alla squadra ed alla gente ed alla città di Palermo, però ovviamente in questo momento bisogna pensare al Parma e bisogna cambiare registro perché bisogna fare punti, perché tante squadre ci hanno sorpassati e perché abbiamo voglia di invertire la rotta, senza fasciarci la testa. Siamo consapevoli di aver fatto delle grandi cose nel girone di andata e che stiamo vivendo un periodo particolare, eccetto la gara contro il Catania in cui non abbiamo praticamente giocato, le cose non stanno andando per il verso giusto. Siamo pronti a ripartire."
Secondo lei possono aver inciso sul momento negativo del Parma, le voci di mercato su alcuni suoi compagni?
"Credo di no, perché alla fine sono andati via dei ragazzi che hanno giocato poco o quasi niente, perciò chi ha sempre giocato è ancora qui. Non credo sia stato un problema di mercato: è un periodo particolare. Io di carattere sono ottimista, e penso che potremo dare sicuramente di più con le nostre armi principali che ci hanno contraddistinto per tutto il girone d'andata, ovvero la cattiveria agonistica, la voglia di fare, la fame di arrivare sempre primi su ogni pallone, quelle che dovranno tornare ad essere le nostre caratteristiche principali."
C'è il rischio che l'inserimento dei nuovi arrivi faccia perdere ancora punti preziosi alla squadra?
"No, perché alla fine sono dei calciatori che hanno sempre giocato, e sanno adattarsi in più sistemi di gioco. Proviamo quotidianamente,e sicuramente l'allenatore sarà bravo a farli inserire nel migliore dei modi in ogni modulo che si proverà. Anche noi dal canto nostro dovremo essere bravi a farli adattare al meglio, perché se uno si sente parte integrante di un gruppo, riesce a rendere di più."
Le partenze di tanti centrocampisti, sono il preludio ad un arrivo in quel ruolo?
"Non lo so se la società ha intenzione di fare un acquisto in quel reparto: a quanto ci hanno detto, dovremmo rimanere così. Poi mai dire mai: il mercato è fatto di tante cose. Aspettiamo le 19.00 di oggi e poi risponderò alla domanda."
Mariga non è ancora andato via, ma se dovesse partire perdere un calciatore con la sua fisicità sarebbe una grave perdita...
"Mariga è un calciatore importante, che è stato fuori tre mesi e comunque la squadra è riuscita a sopperire alla sua assenza lavorando tanto. E' rientrato a Catania, anche se non era prontissimo, ma alla fine ci sono anche delle altre situazioni di mercato che la società saprà valutare al meglio. Per noi è un giocatore importante, ma quando ci sono delle situazioni di cessioni di calciatori importanti, credo che responsabilizzino ancora di più chi rimane e chi gioca al posto di chi parte, perché deve dare alla squadra qualcosa in più."
Il parma verrà fuori da questo momento solo ricordandosi di essere una neopromossa...
"Personalmente quando entro in campo penso sempre alle pagine più brutte che abbiamo vissuto l'anno scorso, tipo Ancona e la sfida contro il Frosinone in casa, e questa è la molla che mi fa dare qualcosina in più. Chi ha vissuto quelle esperienze sono sicuro che quando va in campo non se le dimentica; ma io non credo che ci siamo imborghesiti o cosa, noi entriamo in campo sapendo di essere una neopromossa. E' solo un periodo in cui gira tutto male, e togliendo la gara di Catania, ci sono altre partite in cui gli episodi non sono girati a nostro favore. Sicuramente noi dobbiamo dare qualcosa di più, sotto tutti i punti di vista, perché gli episodi li dobbiamo portare dalla nostra parte. E credo che dando quel qualcosa in più a livello di agonismo, di forza, che sono le nostre caratteristiche principali, alla fine si riescono a vincere le partite."
Secondo lei, nelle ultime partite, c'è stato un calo dal punto di vista fisico?
"Secondo me no, perché parlando anche con i miei compagni, la condizione fisica sembra buona. Ripeto, è un periodo in cui le cose non girano bene, e da fuori può sembrare che sia un periodo in cui viviamo un calo fisico. Anche dai riscontri che facciamo settimanalmente, i riscontri sono positivi. Sono gli episodi che ci hanno condannati, perché se ricordiamo la partita contro l'Udinese, in cui abbiamo sbagliato un calcio di rigore e poi abbiamo subito un'espulsione contro, sono le partite che magari possono cambiare; o come a Livorno, dove abbiamo avuto l'occasione di segnare non sfruttata e alla prima occasione loro siamo stati puniti: il calcio è questo, però nel girone di andata magari gare come quelle riuscivamo a vincerle. E' un periodo in cui le cose non girano nel verso giusto, ma dobbiamo essere ottimisti nel far cambiare rotta con il lavoro quotidiano, con la cura dei particolari."
A Catania, dunque, è stato un episodio isolato?
"Io credo di sì, come lo è stata la gara in casa contro il Cagliari, in cui non abbiamo giocato bene, non siamo mai stati in partita e non abbiamo mai creato i presupposti per giocarla bene. Quando noi manchiamo da quel punto di vista, facciamo fatica."
Affrontare in una settimana tre squadra diverse come il Palermo che lotta per le Coppe, l'Inter capolista e la Lazio che lotta per non retrocedere può essere un vantaggio?
"Noi non ci siamo posti il problema, perché per noi da adesso in poi ci aspettano 17 finali. D'ora in poi dovremo fare punti contro tutte. Adesso ci concentriamo sul Palermo: bisogna fare punti dappertutto."




