Pippo Baudo: "Vi racconto il mio derby siciliano"
Giuseppe Castro
"E' un derby siciliano molto sentito che non ha nulla da invidiare a quelli di altre piazze italiane". A dirlo è il celebre conduttore della Rai, Pippo Baudo, catanese doc, che analizza, in esclusiva ai microfoni di Itasportpress.it, la sfida tra il Catania e il Palermo in programma stasera allo stadio Massimino . "Sottoscrivo quanto dichiarato in settimana dal presidente rosanero Zamparini e dall'ad rossazzurro, Pietro Lo Monaco, questa sfida è di grande livello. Approvo anche quello che scritto ieri Felice Cavallaro sul Corriere della Sera sul fatto che le due compagini ci fanno fare nel mondo più bella figura della nostra terra"
Baudo, Sinisa Mihajlovic e Delio Rossi, tecnici caratterialmente diversi ma capaci di cambiare il volto alle due compagini siciliane dopo un avvio difficile, hanno le qualità per portare le due squadre in Europa?
"Assolutamente si. Il Catania magari ci proverà il prossimo anno visto la partenza ad handicap in questo campionato. Quello che ha fatto il serbo sulla panchina etnea ha del miracoloso. A Palermo Zamparini insegue l'obiettivo europeo da più tempo e poi intelligentemente il massimo dirigente rosanero ha preso Delio Rossi, un allenatore ingiustamente fatto fuori da Lotito che ne ha patito le conseguenze visto le difficoltà attuali della Lazio"
Sarà un derby ancora una volta vietato alla tifoseria ospite. L'Osservatorio del Viminale ha dato un' apertura di credito ai tifosi della Roma ( "squalificati" dopo gli incidenti di Livorno) autorizzati ad andare a Firenze e Bari, ma se dipendesse da lei riaprirebbe il derby alle due tifoserie siciliane?
"Le tifoserie di oggi credo siano un pò migliorate, e un tentativo per una piccola rappresentanza la concederei. Certo sarebbe un rischio perché questi derby arrivano in un momento molto caldo della stagione. Però un' apertura di credito limitata si potrebbe autorizzare perché è giusto che le due tifoserie si incontrino e mostrino orgogliose la possibilità di tifare per squadre così forti"
Chi sarà l'uomo derby del Catania e del Palermo?
"Per il Catania potrebbe essere Lopez, poi Mascara, personaggio unico al mondo per genialità. Per il Palermo c'è un certo Miccoli che fa paura"
Un suo pronostico?
"E' una partita da tripla. Come catanese mi auguro che vinca la squadra della mia città, il pareggio non mi accontenterebbe, ma che vinca il migliore in modo da poter avviare un'opera di grande pacificazione con i tifosi di entrambe le squadre. I sostenitori catanesi e quelli palermitani devono essere contenti di avere due belle squadre. Che tifino in maniera civile".
Questo Catania molto argentino riesce ad emozionarla?
"Si molto, questi argentini che l'ad Pietro Lo Monaco va a pescare in Sudamerica mi emozionano. L'astuto dirigente non ne sbaglia una, ha un fiuto eccezionale con questi giocatori. Poi gli argentini sono simili a noi siciliani, c'è sangue identico, passione comune e si ambientano subito".
Il calcio moderno tra violenza negli stadi e debiti, palesa una grande degenerazione culturale, di principi e di valori, un po' come la tv. Come mai?
"Purtroppo il male oscuro è il decadimento della cultura che si sta trascinando dietro anche il decadimento sociale e politico della nostra Regione, ma è un problema che riguarda anche l'Italia".
Mourinho viene definito dai critici più un comunicatore che un tecnico. Lei lo vedrebbe da conduttore di un programma televisivo?
"Io preferirei che il tecnico dell'Inter fosse meno incazzato, non sarebbe sereno neanche in un programma tv visto che carica la sua squadra in maniera eccessiva e li fa innervosire prima di entrare in campo. I suoi giocatori poi subiscono le ammonizioni e la forza che trasmette il tecnico portoghese anziché di stimolo finisce per provocarli".




