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Psicologia sportiva, Arioli analizza il momento dell'Atalanta

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Lorenzo Casalino
giovedì 18 marzo 2010, 17:002010
autore Lorenzo Casalino
18.03.2010 17:002010
Per Alberto Cei è prezioso per far riacquisire l'autostima in una situazione difficoltosa
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Giacomo Morini

"Per risollevare le sorti di una squadra in difficoltà,serve, dal punto di vista psicologico, una terapia mirata a far recuperare autostima a tutto il gruppo". Il Presidente della Società italiana psicologia dello sport, sig. Alberto Cei ha commentato così all'ADNKRONOS SALUTE la scelta della Lazio che si è affidata ieri ad uno psicoterapeuta. "Con l'aiuto dall'allenatore e dai giocatori più rappresentativi una figura simile può far recuperare la convinzione nei propri mezzi che certe realtà ora hanno perso. La fiducia deve essere recuperata sia a livello individuale che collettiva".
In merito il consulente bergamasco di psicologia dello sport Emanuele Arioli, che non vuol essere erroneamente chiamato motivatore, prova ad analizzare le difficoltà dell'Atalanta, che sta attraversando una situazione molto simile a quella laziale. "Attraverso un percorso di preparazione mentale applicando strategie di allenamento e di preparazione alla partita per il miglioramento delle prestazioni individuali e di squadra i ragazzi possono ottenere più fiducia nei propri mezzi. Più autostima sicuramente porta anche a migliorare le prestazioni in campo - confida a TuttoMercatoWeb il consulente che segue da diversi anni già individualmente alcuni professionisti nel calcio di Seria A, B, Lega Pro e campioni di altri sport - In questi casi, come dice il presidente Cei, bisogna intervenire subito perché la situazione di classifica non permette una programmazione oculata. La squadra si deve mettere a disposizione con molta umiltà e senso sportivo, ma anche con una forte energia nel riuscire a trasformare quelle che sono state fin ora delle difficoltà o dei limiti in strategie di cambiamento".

Perché i primi devono essere gli uomini più rappresentativi?
"Il lavoro deve essere sempre concordato e studiato attraverso un stretta sinergia con il tecnico ed il suo staff. Perché essi sono di natura le figure in campo più carismatiche e in grado di trascinare lo spogliatoio in cerca dello stesso obiettivo".

La qualità balistica a Bergamo non manca, sono assenti solo i risultati.
"Il gruppo ha subito troppi cambiamenti di lavoro e mentali, tre allenatori e una classifica ora disperata. E' logico pensare come i calciatori in questi casi tendono a perdere fiducia dei propri mezzi e delle proprie capacità".

Come interverrebbe in specifico per l'Atalanta?
"Di certo l'obiettivo numero uno sarebbe quello di far ritrovare la semplicità nei gesti tecnici e di relazione nel gruppo - spiega Arioli - spostare l'attenzione di alcuni problemi in attività che danno energia nelle cose che si fanno è fondamentale".

Ci sono delle differenze rispetto alla situazione della Lazio?
"Sono convinto che l'elemento prezioso che ha Bergamo è il forte pubblico, l'energia della curva nord atalantina e di tutti i tifosi potrebbe dare la spinta che altri non hanno. Bisogna sicuramente valorizzare tutto quello che circonda l'ambiente per ritrovare la forza di giocare e vincere le partite".

A Legnano ha lasciato un'ottima impronta questo tipo di lavoro vero?
"La squadra di Scienza era ultima in classifica, attraverso un lavoro simile la squadra ha trovato più fiducia ed ha conquistato, in maniera sorprendente, addirittura il titolo di campione d'inverno. Altri segreti e metodologie di lavoro? Certi percorsi, frutto dell'esperienza fin ad ora acquisita, è bene non svelare...".