Reja e Rocchi fanno proclami, ma la Lazio ancora non c'è
Riccardo Mancini
Ci siamo solo noi, verrebbe da dire, questa sera allo stadio Olimpico di Roma. Sarà il clima estivo, sarà il caldo afoso che attanaglia l'Urbe Eterna, sarà che tra 5 giorni è Ferragosto, sarà che la serata odierna è quella dedicata alle cosiddette stelle cadenti, sarà che la squadra avversaria, con tutto il rispetto per gli spagnoli del Racing Santander, non è certamente una formazione di primo livello, sarà per tutte queste ragioni ed altre mille che la gente Laziale non ha risposto presente all'appello di società e giocatori, che invitavano, nei giorni scorsi, il popolo biancoceleste ad accorrere in massa per la presentazione della compagine guidata da mister Reja. 5.000 circa le presenze nell'impianto capitolino, uno spettacolo a dir poco desolante. L'entusiasmo attorno alla squadra biancoceleste stenta ancora ad esplodere, non è bastato, almeno fino a questo momento, l'acquisto del talento brasiliano Hernanes per riportare la gente allo stadio.
Inizia la presentazione intorno alle 20,40. Lo speaker annuncia: "Ecco a voi, uno ad uno, tutti coloro che avranno l'onore di indossare l'aquila sul cuore...". Si parte coi magazzinieri, si prosegue con lo staff medico e quello atletico, si arriva al Team Manager "Highlander" Maurizio Manzini, giunto al 38° anno di Lazio, si chiude con mister Reja, accolto da una vera e propria ovazione, e con tutti i componenti della squadra. Fischi per Emilson Cribari, ormai sicuro partente, grandi applausi per Floccari, Rocchi, Zàrate, Firmani e Brocchi. Il tecnico goriziano ha tanta voglia di ripartire con decisione verso una stagione che possa cancellare le brutte figure della scorsa annata. "Ringrazio tutti i tifosi qui presenti - ha esordito zio Edy -. Cosa prometto alla gente? Chi mi conosce sa che non sono abituato a fare delle promesse. Posso solamente dire di avere fiducia in questo gruppo, ci sono valori importanti". Poi è il turno di capitan Rocchi: "Promettiamo una stagione di riscatto dopo quella dello scorso anno - ha dichiarato il numero 9 veneziano -. Cercheremo di centrare l'obiettivo europeo".
Per ciò che concerne il campo, è ancora 4-3-1-2. Mister Reja aspetta Hernanes e per la seconda volta consecutiva testa il cosiddetto "rombo", piazzando Luciano Zauri nella posizione solitamente occupata da Lictsteiner, Bresciano mezzala sinistra e Stefano Mauri nel ruolo in cui, secondo quanto dichiarato dallo stesso Reja, verrà inserito il talento brasiliano. Manovra lenta e compassata, pochissime idee, una Lazio imballata viene decisamente sovrastata dai modesti spagnoli del Racing Santander nel corso della prima frazione di gioco. La velocità e l'intraprendenza dei vari Munitis, Arana e Tchite mettono regolarmente in difficoltà la retroguardia di casa, soprattutto Del Nero che, specie in occasione del raddoppio iberico, si fa trovare impreparato e fuori posizione. Difesa da registrare con evidenti limiti di condizione, l'allenatore friulano ha ancora molto da lavorare. Unico sprazzo di luce, la rete dell'1-2 siglata dal solito Sergio Floccari, abile a sfruttare di testa un'ottima iniziativa sulla sinistra di Mauro Zàrate, quest'oggi il migliore in campo tra le fila biancocelesti. Maurito ha voglia e si vede. Punta e salta l'uomo come i bei tempi, chiama palla, è forse l'unico ad accendere l'entusiasmo degli annoiati tifosi laziali presenti sugli spalti dell'Olimpico. Le sue azioni e le sue giocate fanno ben sperare...
Nella ripresa, la musica cambia ben poco. Entrano alla spicciolata Berni, Biava, Stendardo, Foggia, Rocchi, Matuzalem, Garrido, Correa, Correa, Kozak e Perpetuini ma di gioco o di spunti interessanti neanche l'ombra. C'era, inoltre, curiosità per vedere all'opera il terzino spagnolo, aggregatosi al gruppo circa una settimana fa, ma poche sono state le occasioni per mettersi in mostra. Quasi inesistenti, appunto, le note di rilievo nei secondi quarantacinque minuti di gioco se non la rete dell'1-3 finale del Racing e la posizione di Matuzalem, testato accanto all'argentino Ledesma, nella posizione di intermedio sinistro di centrocampo.
Come detto, quindi, la Lazio preoccupa e non poco i propri tifosi. Pochissimi barlumi di gioco, praticamente nulla la manovra biancoceleste, priva di idee e piuttosto approssimativa. Il mister ha ancora molto da lavorare, ma il tempo stringe e l'inizio della stagione ufficiale si avvicina. L'auspicio più grande, al momento, è che l'arrivo di Hernanes possa dare veramente quella scossa decisiva e tanto attesa, non solo all'intero ambiente, ma anche e soprattutto alla squadra. Non è stata certamente la migliore presentazione da diversi anni a questa parte. La gente chiede di più, lo dimostrano i fischi di disappunto al termine della gara. Serve ben altro per mettere in un cantuccio lo scorso anno...




