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Reja modella la Lazio in funzione di Hernanes

autore
Riccardo Mancini
sabato 7 agosto 2010, 21:032010
autore Riccardo Mancini
07.08.2010 21:032010
FotoTUTTOmercatoWEB

Tutto attorno ad Hernanes. Sembra pensarla così mister Reja in questo primo sabato d'agosto: il tecnico friulano, infatti, durante il triangolare andato in scena nel ritiro di Fiuggi contro Latina e Sora (doppia vittoria per 1-0 e 2-0) nel tardo pomeriggio odierno, in attesa di inserire il talento brasiliano e Javier Garrido nello scacchiere biancoceleste, ha cambiato totalmente le carte in tavola rispetto al proprio credo tattico, schierando i suoi prima (contro il Latina) con un 4-3-3, già intravisto qualche settimana fa contro il Belluno, e poi con l'inedito 4-3-1-2 contro il Sora. Proprio quest'ultimo tipo di esperimento, però, con Correa a fare le veci dell'ex fantasista del San Paolo, sembra essere quello più attendibile ed attinente alla realtà. Hernanes non c'è ma è come se ci fosse, avrà pensato qualcuno. Dal repentino cambio di modulo da parte dell'allenatore di Gorizia, che per la prima volta ha totalmente accantonato il consueto 3-5-2, dettato dall'esigenza di modellare la propria creatura in base al colpo sferrato dalla società capitolina nelle ultime ore, infatti, si sono intravisti i primi segnali di un prossimo cambio di rotta e sono emerse interessanti indicazioni tattiche in vista dell'inizio ufficiale della stagione 2010/2011. Come giocherà la Lazio con l'arrivo di Hernanes? Dove verrà collocato il brasiliano? Sono queste le domande più frequenti e ricorrenti che circolano nelle menti dei tifosi biancocelesti, entusiasti, ma al tempo stesso incuriositi, dalla nuova Lazio che sta nascendo sotto la stella del campione paulista. Hernanes, nella sua esperienza rossonera, ha sì occupato il ruolo di trequartista dietro a due punte, la posizione più congeniale alle sue caratteristiche secondo Edy Reja, ma è anche vero che spesso e volentieri è stato utilizzato come interno di un centrocampo a 4 (con 3 punte davanti) o come interno destro o sinistro in uno schieramento a 3. Per questo, ecco profilarsi per lui, nei pensieri dell'allenatore carnico, un duplice tipo di ruolo: come fantasista a ridosso di Floccari ed uno tra Rocchi e Zàrate in un 4-3-1-2 o in un 3-4-1-2; interno sinistro accanto a Brocchi e Ledesma (o Matuzalem) sempre in un 4-3-1-2 o in un 4-3-3 con Zàrate e Foggia esterni larghi d'attacco (come testato contro il Latina).

Per ciò che concerne le altre indicazioni riguardanti il resto della squadra c'è da dire che nella prima gara, contro il Latina, la Lazio si è aiutata molto, ha cercato spesso il fraseggio nello stretto, ma ha stentato ancora dal punto di vista del gioco corale, e la manovra è apparsa sin troppo macchinosa e farraginosa. Mauro Zàrate, nonostante le richieste dell'allenatore, ha troppo spesso accentrato la propria posizione, finendo col perdersi tra le fitte maglie della difesa amaranto. Su di lui, Reja punta molto, ha definito il 4-3-3 il modulo adatto alle caratteristiche del talento di Haedo, ma c'è ancora molto da lavorare. Meglio di lui ha fatto Pasquale Foggia, in netta ripresa dopo l'infortunio che ne ha bloccato gran parte della preparazione. Passo indietro, invece, per Luciano Zauri, impiegato nel ruolo di terzino sinistro, ma troppo spesso distratto e fuori posizione, a differenza delle prime uscite in quel di Auronzo di Cadore, nelle quali aveva ben impressionato mister Reja.

Nella seconda (contro il Sora), invece, l'inserimento dei vari Ledesma, Bresciano, Correa (nel ruolo di Hernanes), Rocchi e Floccari (in grande condizione fisica) ha donato maggiore vitalità ed imprevedibilità alla manovra. Molto bene l'italo-australiano che ha confermato i progressi fatti intravedere sotto le Tre Cime di Lavaredo e che ha interpretato il ruolo di interno sinistro di centrocampo nel migliore dei modi, tentando a più riprese l'inserimento senza palla e cercando la soluzione personale con autorità ed eleganza. Nota positiva anche la prestazione di Alvaro Gonzalez, sul quale Reja sta lavorando ormai da un mese e che sta assimilando sempre di più le disposizioni tecnico-tattiche del tecnico biancoceleste. Chi non ha, invece, preso parte al doppio test amichevole è in odore di cessione: sia Pablo Pintos (penalizzato dall'arrivo di Hernanes) che Riccardo Perpetuini sono destinati, infatti, ad essere piazzati altrove nei prossimi giorni.

Fonte: Riccardo Mancini per lalaziosiamonoi.it