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Roberto Rambaudi "gioca" Palermo - Lazio

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Alessio Alaimo
mercoledì 17 febbraio 2010, 10:072010
autore Alessio Alaimo
17.02.2010 10:072010
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Alessandro Pizzuti

Roberto Rambaudi, dal 1994 al 1999 alla Lazio di Sergio Cragnotti. Il presidente degli anni d'oro della Lazio: ora è un'altra gestione, forse più oculata ma che a volte dimostra tante pecche: "Ci sono altre potenzialità - spiega Rambaudi a Palermo24.net - Lotito sotto il profilo imprenditoriale ha fatto un buon lavoro, poi ha qualche lacuna ma ognuno di noi ne ha".

Domenica la sua Lazio affronterà al Renzo Barbera il Palermo di Delio Rossi. Da Lotito a Zamparini, due modi diversi di intendere il calcio:"Zamparini è un presidente che sa gestire molto la propria squadra, ognuno è al proprio ruolo e sa cosa deve fare. Quando in una società c'è tanta organizzazione le cose vanno bene, e Zamparini sta facendo un grande lavoro".

Il patron sta facendo un grande lavoro, ma spesso bacchetta gli allenatori. Domenica è arrivata la prima mini sfuriata contro Delio Rossi. Il pomo della discordia El Flaco Javier Pastore: "E' giusto che il presidente esprima le sue idee - sostiene l'ex biancoceleste - poi però la stima per il proprio allenatore rimane. Ci sono idee diverse che vanno rispettate, ma se Delio Rossi non ha fatto giocare Pastore avrà avuto i suoi motivi, evidentemente ha ritenuto opportuno far giocare un altro al suo posto. Pastore è un grandissimo talento da un grande futuro".

Zamparini con Pastore come Berlusconi con Borghi. I presidenti a volte si innamorano di alcuni calciatori eleggendoli come i loro pupilli. E' il caso del presidente rosanero con il numero 6 argentino: "E' giusto che i presidenti si innamorino di alcuni giocatori - afferma Rambaudi - qui si sta parlando di un giovane di grandi potenzialità. Mi dicono sia un ragazzo con la testa sulle spalle e durante la settimana lavora per ottenere il meglio. Con Delio Rossi l'ho visto in crescita sia quando è subentrato che quando ha giocato dall'inizio".

La partita in programma per la venticinquesima giornata di campionato vede affrontarsi Palermo e Lazio. I rosanero sono chiamati a cancellare le quattro sberle subite dalla Roma, mentre la Lazio deve proseguire il proprio cammino per risalire dalle zone basse della classifica: "Le due squadre a livello di individualità si equivalgono - dice l'ex centrocampista e attaccante biancoceleste - la Lazio ha giocatori importanti e il Palermo ha un gioco ben identificato, la squadra sa cosa deve fare. Assisteremo ad una partita importante per entrambe le squadre. La Lazio deve tirarsi fuori da questa situazione: vincendo a Parma ha avuto un'importante iniezione di fiducia. I rosa devono togliersi il peso della sconfitta di sabato, eccessiva per i valori visti in campo perché se Cavani avesse fatto quel gran gol sul tiro parato da Julio Sergio la partita sarebbe cambiato. Il Palermo non ha demeritato. Sarà una partita spettacolare, se il Palermo dimenticherà la partita di Roma, con il fattore campo può vincere la partita".

Palermo - Lazio è anche Miccoli - Zàrate. La fantasia e la classe al servizio della squadra. A Rambaudi risulta difficile incoronare uno al cospetto dell'altro: "E' una bella lotta - dice - credo che Miccoli debba trovare la condizione fisica ottimale perché quando è in forma è straordinario. Zarate è un fenomeno ma deve migliorare sotto l'aspetto mentale. E' difficile scegliere tra i due. Tra Miccoli e Cassano scelgo Miccoli ma tra lui e Zàrate è difficile scegliere".

Palermo da Europa? Si, ma meglio non pensarci: "Deve vivere giornata dopo giornata, è tra le squadre che possono lottare per l'Europa, però il Palermo ha un progetto ben definito che non si basa su un'annata ma su più anni, Zamparini sa cosa vuole e cerca di ottenere risultati. Con gli uomini che ha messo nella sua società può lottare per le posizioni da vertice, stimo Sabatini e Delio Rossi. Sanno fare il loro lavoro e il Palermo otterrà risultati importanti, se non quest'anno a breve. Le squadre che sono in zona Europa non devono porsi l'obiettivo, devono giocare e lottare per vincere le partite. Alla fine - conclude l'ex laziale - si tireranno le somme".