Sampdoria, Di Carlo: "Se rimangono tutti sono contento, ma..."
Claudio Colla
Intervistato sulle pagine de Il Secolo XIX, il tecnico della Sampdoria Domenico Di Carlo, dopo la profonda delusione data dall'eliminazione dalla Champions League per mano del Werder Brema, si prepara così al debutto di domani contro la Lazio e alle sfide di campionato ed Europa League, senza escludere qualche vago accenno agli ultimi frangenti di mercato.
Signor Di Carlo, partiamo dall'attualità, il sorteggio dell'Europa League.
"Il Metalist è una squadra fisica. Il Psv ha grande spessore internazionale. C'è il dubbio Debrecen... Alla fine comunque per spiegare le avversarie delle coppe europee si usa sempre un'unica parola: difficile. E sono tutte e tre difficili. Sicuramente bisogna onorare questa competizione perchè per noi è motivo di crescita".
Domani inizia il campionato.
"Nella gara del nostro debutto dobbiamo mettere in campo quella rabbia che abbiamo accumulato martedì sera. Sì, siamo arrabbiati. E il campionato per noi è importante. Per ritornare in Champions, bisogna fare bene in campionato".
Che Lazio si aspetta?
"Una squadra di qualità. Hanno Ledesma, Mauri, Matuzalem, poi davanti Zarate, Floccari, Rocchi, anzi bisogna vedere anche chi resta fuori. Poi la Lazio ogni anno parte sempre bene. L'esperienza... tutta una serie di cose alle quali dobbiamo prestare attenzione. Però, guardo anche la mia squadra. Voglio vedere la mia Samp, la mia grande Samp, che giochi a viso aperto la sua partita e che provi a mettere in difficoltà la Lazio con quelle giocate in velocità che dobbiamo ricercare sempre e che quando ci riescono mettono in risalto le qualità dei singoli. E fanno la differenza".
Situazione infermeria?
"Sia Ziegler che Cassano hanno preso due vecchiette che fanno male. Quando hai il piede a terra e ti arriva la ginocchiata. Stanno facendo un lavoro personalizzato e valuteremo alla vigilia della partita. Anche Semioli è in dubbio. Fino a che non so come stanno, non posso sapere che formazione schierare".
Che modulo pensa di adottare?
"Questa Samp è una squadra duttile. Nel recente passato ha giocato con la difesa a tre, poi con la zona pura di Delneri, poi con il 4-4-2 più chiuso di Novellino... e siccome tanti giocatori sono gli stessi, direi che sanno fare tutto. Quando capiterà l'occasione, nulla mi vieta di sfruttare questa duttilità per provare soluzioni nuove. Il cambio di modulo però può anche essere una convenienza, perchè magari in questo momento qualche giocatore è più indietro di condizione e allora si cerca di sfruttare di più la forza in mezzo al campo oppure le fasce. Conta di più la testa".
In che senso?
"Noi dobbiamo avere una mentalità. Una sola, non due. La nostra è avere come squadra uno spirito eccellente. A livello di concentrazione, di determinazione e di attenzione dobbiamo arrivare a essere sempre perfetti. Non è facile, ma bisogna farlo. Il modulo può cambiare, ma è l'atteggiamento che conta. E da lì si può ripartire. Io dicevo sempre nelle scorse settimane che ci voelva una partita importante per capire la squadra come è messa realmente, a che livello è arrivata. La gara di Brema ci aveva fatto intravedere qualcosa, quella di ritorno ci ha dato la consapevolezza della nostra forza. Ce la possiamo giocare con chiunque".
In questi giorni si leggono tanti pronostici sul campionato. La Samp non è considerata.
"Perchè? Perchè l'Inter spende tot milioni sul mercato, la Juve uguale. Altri anche. La Samp no. Noi dobbiamo essere pronti a sfruttare le eventuali debolezze delle grandi, come è successo alla Samp nella scorsa stagione. Nel nostro piccolo dobbiamo farci trovare pronti. Non conta sempre spendere dei soldi, contano le idee e la motivazione. Per questo dico che c'è bisogno della continuità e per la continuità c'è bisogno dei giocatori importanti che sono qui. E che tutti quanti siano vicini e compatti".
Serve che resti Pazzini, ad esempio.
"Ma non costa cento milioni? Il mio primo pensiero è la Lazio. Poi riguardo al mercato, leggendo i giornali... la proprietà non mi sembra voglia mandare via giocatori. Ci tengo a dirlo perchè comunque dobbiamo lavorare per dare continuità alla Samp, ai risultati, al campionato dell'anno scorso e crescere mettendoci qualcosa in più in altre situazioni. Per migliorare. E mi riferisco anche al contributo che può dare l'allenatore".
Qualche movimento in uscita potrebbe esserci.
"È ovvio che all'interno della squadra ci sono tante situazioni. Qualcuno magari pensa di avere poco spazio e ha delle altre esigenze. Se rimangono tutti io sono contento, ma se qualcosa succede, farò una chiacchierata con la società. Se qualcuno va via, se c'è da mettere una pedina si metterà".
Cosa si aspetta domani sera?
"Il massimo. Mi aspetto sempre il massimo e piano piano ci arriviamo. È una partita da fare punti".




