Sempre Ferrara, poi Doni e Toni: top e flop del campionato
Andrea Losapio
Giro di boa, più uno. La ventesima di Serie A regala emozioni, spettacolo e molti gol interessanti, fra la tripletta di Ronaldinho e le doppiette di Toni e Doni, dal doppio vantaggio del Bari alla rimonta interista, mentre la Juventus sta a guardare Roma e Napoli. Ecco, top e flop della giornata di Serie A
I top
Ronaldinho: stavolta lo scettro è suo, come la settimana scorsa era di Wesley Sneijder. Tre gol per riconfermarsi il campione di qualche anno fa, quando siglava reti a valanga e usciva applaudito dal Bernabeu. La terza rete poi è di rara bellezza, ma la prestazione è assolutamente da incorniciare. Se settimana scorsa, contro la Juventus, non aveva fatto nient'altro oltre ai gol, stavolta il brasiliano rende tutto più facile ai suoi compagni.
Cristiano Doni: nove minuti per scrollarsi di dosso un'etichetta scomoda, quello di giocatore finito. Conte lo aveva relegato in panchina, nonostante Doni sia il simbolo dell'Atalanta dei primi anni duemila. Prima sblocca il risultato con un colpo impercettibile, poi scarica di potenza dopo uno scambio Padoin-Tiribocchi: nel mezzo grandi giocate, entra anche nel terzo gol.
Luca Toni: l'Allianz Arena cantava "Bello e Impossibile", almeno fino all'arrivo di Van Gaal. Si riprende la sua mano, da avvicinare rigorosamente all'orecchio, per ascoltare il grido della folla in ben due occasioni. La Roma è rinata con Ranieri, Toni potrebbe farlo di conseguenza.
I flop
Ciro Ferrara: e per la seconda volta, su due settimane, è il tecnico della Juventus a essere sulla graticola. Parliamoci chiaro: la squadra non lo aiuta, lui non può fare altro che inserire Paolucci - appena tornato dal Siena - e sperare nella buona sorte. Peccato che il Chievo non sia il Parma e se non calci verso la porta non puoi sperare di segnare. La squadra è involuta, ma la dirigenza dov'è?
Samuel e Lucio: due falli da rigore che gridano vendetta, per l'inutilità dei gesti. L'argentino entra in scivolata e para sulla torsione di Meggiorini - tiro destinato a finire in bocca a Julio Cesar -, mentre Lucio si fa sbertucciare da Parisi, che sembra tornato quello di Messina.
Il centrocampo della Lazio: appena arrivato in sala stampa, ho ricevuto le formazioni della gara contro l'Atalanta. Il commento è stato: "Il centrocampo è da B". Con Lichtsteiner, Baronio, Firmani e Del Nero a supporto di un tridente pesante come quello formato da Rocchi-Zarate-Floccari non si poteva che fare fatica con qualsiasi squadra. Lotito, a metà partita, non appariva molto sereno e parlava al telefono: qualche acquisto s'ha da fare.




