Signori, si scende. Voti e prossime strategie delle venti di A
Andrea Losapio
Meno novanta minuti alla fine del campionato, oramai questa stagione è pressoché in ghiaccio. Mancano forse i due obiettivi più eccitanti, come la volata Scudetto e quella Champions League, anche perché il resto è tutto deciso. Ecco, allora, i voti a tutte le squadre, che non verranno cambiati nemmeno in caso di ribaltamenti importanti in classifica.
Atalanta, voto 4 - Incomprensioni societarie, quattro allenatori, tifosi arrabbiati e chi più ne ha più ne metta: l'anno scorso i nerazzurri stavano giocandosi, a poche giornate dal termine, la UEFA. Quest'anno retrocedono con novanta minuti di anticipo, e può essere una sorpresa. Bisogna ripartire: difficile che rimanga Padoin - anche per l'interesse di alcuni club -, verso l'addio Guarente e Manfredini. Bisognerebbe puntare sui giovani, la qualità è ancora superiore per la serie B. Un consiglio? Riscattare Schelotto e puntare su di lui, confermare Barreto e recuperarlo una volta per tutte. Serve chiarezza in società, la famiglia Ruggeri farebbe bene a intervenire in maniera decisa.
Bari, voto 7,5 - Meriterebbe 9 per la prima parte della stagione, un 6 scolastico per la seconda. Perinetti riesce ad azzeccare tutte le mosse di mercato, dalla conferma di Barreto - nonostante i cinque rigori sbagliati - agli acquisti di Meggiorini, Bonucci e Ranocchia, fino alla scelta di Ventura per il dopo Conte. Adesso bisogna pensare al futuro, senza il direttore sportivo: serve una struttura forte, oltre a ricostruire una squadra che vedrà andare via alcuni pezzi pregiati.
Bologna, voto 6,5 - Di Vaio e Adailton sopra tutti: i due "vecchietti" dell'attacco rossoblù hanno fatto la differenza rispetto alle altre concorrenti per la salvezza, con Colomba che ha poi trovato in Gimenez l'uomo chiave nel momento difficile. Appiah desaparecido (ma che sarà ai mondiali), Portanova è stato importantissimo, così come Viviano. Anche qui, però, serve chiarezza, oltre a un progetto: non può andare sempre bene, come nelle ultime due stagioni.
Cagliari, voto 6,5 - E' un dispiacere, perché per la prima parte di stagione meriterebbe un dieci, escludendo la solita stecca iniziale. Matri verrà ceduto, il Milan non aveva bussato per Nené? Forse era il momento giusto per incassare, nonostante il brasiliano sia stato ottimo alla sua prima esperienza in Serie A. Cellino vuole riconfermare in blocco la rosa, ha già acquistato Agazzi per sostituire un'eventuale partenza di Marchetti, probabilmente Astori ritornerà al Milan. In panchina quasi sicuro l'arrivo di Bisoli.
Catania, voto 7 - Discorso inverso a quello del Cagliari, pensando anche che la squadra è abbastanza diversa rispetto all'anno scorso. Ottimi i colpi Andujar e Maxi Lopez, la partenza di Zenga è stata assorbita con Mihajlovic (e non da Atzori). Biagianti andrà via, Barrientos probabilmente ne prenderà il posto. Con i soldi di Martinez la squadra verrà rinforzata: occhio al mercato argentino, Lo Monaco ha visto 350 giocatori... Antenucci merita un'occasione in Serie A, con Maxi Lopez formerebbe un tandem divertente.
Chievo Verona, voto 6,5 - I gialloblù chiudono un campionato tranquillo, sempre sopra alla zona retrocessione. Mantovani e Bentivoglio sul piede di partenza, gli scaligeri perderanno Yepes e dovranno puntellare la difesa. Rimane la grande stagione di Di Carlo (rimane?), così come quella di Sorrentino. Ora tocca a Sartori, appunto.
Fiorentina, voto 5,5 - Se dovessimo parlare solo di campionato, il voto sarebbe inferiore. La Champions League è stata condotta in maniera mirabile (anche la Coppa Italia, a dire il vero), è un peccato quella squalifica di Mutu: il rumeno si stava riprendendo e poteva dare una mano importante. Ovrebo intacca il voto che diamo ai viola, perché se Prandelli fosse riuscito a guadagnare i quarti (e chissà), allora le cose sarebbero andate diversamente. La querelle societaria, i sogni del tecnico di Orzinuovi, il calciomercato, il silenzio stampa... Andando a sensazioni, Prandelli lascerà la Fiorentina: perché è la soluzione più logica, nonostante quel "se ci lasci non vale", che fa da cartina tornasole al sentimento di Firenze. Saranno importanti le riconferme, alcuni giovani possono diventare fenomeni assoluti.
Genoa, voto 5,5 - Ai piedi della Lanterna si erano decisamente abituati bene: i rossoblù si salvano dando un'occhiata al bilancio, anche se il campionato ha vissuto di troppi alti e bassi: la difesa è la principale indiziata, ma Gasperini voleva rinforzi anche prima che scoppiasse la bolla. L'Europa League ha tolto qualche energia di troppo, ora bisogna fare un calciomercato importante, come tutti quelli condotti da Preziosi: il primo obiettivo? Un centrocampista, poi Sorrentino e un bomber capace di prendere l'eredità di Diego Alberto Milito, che quest'anno non è stata raccolta.
Inter, voto 8,5 - Cedere Ibrahimovic per Eto'o è stato un colpo di genio, tutte le pedine mosse nello scacchiere la scorsa estate hanno portato i loro frutti. Certo, farsi rosicchiare troppi punti in campionato forse porta ad abbassare un po' il voto, ma c'è da dire che i nerazzurri hanno lottato (e stanno lottando) su tre fronti. Voto da minimo in pagella, insomma: se vincessero i tre titoli chi non darebbe 10? Capitolo Mou: se dovesse vincere tutto, probabilmente andrebbe a salutare: anche se, forse, vincere il Mondiale per Club è un obiettivo. Chiuso Ranocchia, bisogna pensare alla fascia sinistra: Kolarov e Vargas degli ottimi obiettivi, Balotelli tiene in scacco l'intero attacco.
Juventus, voto 3 - Male su tutta la linea, una stagione veramente pessima. Felipe Melo e Diego non all'altezza delle aspettative, ora toccherà - con ogni probabilità - a Delneri e Marotta. Bisogna cambiare moltissimo per non ripetere una stagione così, considerando poi che l'impianto di gioco del tecnico friulano si basa sulle ali, ci si aspetta una grande rivoluzione. Ottanta milioni da non bruciare, anche se Marotta, l'abbiamo visto, ha fatto vedere grandi cose anche quando il budget era limitato.
Lazio, voto 4 - Vale il discorso per la Juventus, con la dirigenza in prima linea per errori. Tra giocatori bruciati - Hitzlsperger, Bizzarri ed Eliseu - e la gestione dissidenti sotto la lente d'ingrandimento. Ledesma e Pandev sono due nodi principali anche dell'addio di Ballardini (siamo curiosi di conoscere il suo pensiero, appuntamento a lunedì?). Floccari assolutamente da riscattare, visto che è l'unico giocatore che si è reso davvero prezioso.
Livorno, voto 3 - Cosmi era riuscito in un'impresa, considerato che il Livorno è stato per ampi tratti fuori dalla zona retrocessione. Quando a metà stagione ti tolgono il miglior giocatore (Candreva) poi è difficile anche andare avanti. La querelle con Spinelli è da libro nero del calcio, ma non per colpa sua. L'azionariato? E' impopolare, per usare un eufemismo già apparso sul nostro sito.
Milan, voto 6 - Buona parte del voto se la prende Leonardo, che ha azzeccato moltissime mosse in almeno metà stagione. L'altra metà, tra infortuni e lo scotto del principiante da pagare, è da gettare. Certo, alcune intromissioni presidenziali andrebbero quanto meno limate, con l'andare degli anni: perché finché si spende si può anche parlare, quando il portafogli rimane chiuso, ermeticamente, allora la colpa non è dell'allenatore. Spendere quindici milioni per un panchinaro, acquistare un quarto portiere quando poi sulle fasce si resta sguarniti, tenere a tutti i costi Gattuso quando c'è un'offerta importante: sono tutti errori da matita rossa.
Napoli, voto 6,5 - Dossena è un acquisto per la prossima stagione. Sarà anche ora, però è un peccato: già, perché gli azzurri potevano davvero ritagliarsi un posto in Champions League, con la Juventus più battuta di sempre. Difficile pensare a un'occasione più ghiotta di questa, anche perché dal 2011/12 quasi sicuramente le squadre per la Champions scenderanno a tre. Male con Donadoni, benissimo con Mazzarri. In ogni caso, si poteva fare di più.
Palermo, voto 7 - Pastore, Kjaer, Cavani, Abel Hernandez. Scorrendo questi nomi si possono anche dimenticare gli errori di calciomercato (Melinte o Bertolo), considerando soprattutto che sono giovanissimi e hanno tempo per diventare veri e propri casi di mercato, contesi a suon di milioni dai migliori club del pianeta. Vedremo. C'è ancora un campionato da concludere nel migliore dei modi, battendo l'Atalanta e sperando nel "dente avvelenato" di Mazzarri, Quagliarella e Maggio contro la Sampdoria.
Parma, voto 6,5 - Ottima annata, chiusa ben oltre le aspettative. Guidolin paga il solito calo di risultati, arrivato a metà stagione: due punti in nove partite, e qualche frase di troppo. Poi vengono, certamente, gli interessamenti delle altre squadre, come ha detto Ghirardi. Bisogna rinforzare sugli esterni, bene Armero e Rispoli. Un centrocampista di contenimento dopo l'addio di Mariga - Somoza andrebbe benissimo, se affidabile - e un centravanti in grado di assicurare 15 gol.
Roma, voto 7,5 - Comunque vada l'ultima di campionato, Ranieri ha messo in piedi un piccolo capolavoro. La squadra è stanca ed è strano come non abbia pagato un campionato a mille all'ora. Toni non verrà riscattato, Burdisso tornerà all'Inter (ma potrebbe rientrare dalla finestra, nell'ambito di uno scambio con Brighi). La Champions porterà denaro fresco che potrebbe essere utilizzato per trattenere i big.
Sampdoria, voto 7,5 - Marotta, Delneri e Garrone si meritano assolutamente un voto altissimo. C'è da considerare che Storari tornerà al Milan, Guberti alla Roma e probabilmente Mannini al Napoli. Anche Pazzini sembra destinato ad andare alla Juventus, ma bisogna sempre considerare come finirà il campionato. In ogni caso, grandissima stagione: ottimo la gestione del caso Cassano, Pozzi sarà importante nella prossima stagione, così come Marilungo: poi ci sono Scepovic e Testardi, occhio a quei due.
Siena, voto 5 - Mezzaroma e Malesani salvano il Siena da una bocciatura stile Livorno. I bianconeri non si salvano, però possono andare a testa alta dopo una prima parte di campionato da galleria dell'orrore. La colpa è della dirigenza precedente, vediamo come si comporterà il presidente bianconero in sede di mercato. Malesani andrebbe riconfermato per quello che ha mostrato.
Udinese, voto 5,5 - Avere il capocannoniere in casa e rischiare di non salvarsi: stavolta l'Udinese non si merita la piena sufficienza - anche di più - che si meriterebbe negli altri anni. Ha giocatori top in qualsiasi reparto, ma fa fatica e soffre più del dovuto. Nel finale di campionato azzecca un filotto che gli permette di stare lontano dalla zona rossa, ma Pozzo - dopo l'estate scorsa con D'Agostino - potrebbe avere mangiato la foglia: meglio cedere i giocatori a un milione in meno che farli svalutare - e molto - l'anno dopo.




