Triestina, mercato guardando al bilancio
Andrea Lolli
La Triestina ha chiuso il mercato tra le varie polemiche. Ma c'è da chiedersi, ai giorni d'oggi conta di più rafforzarsi o fare si che la società chiuda il bilancio in attivo, visto la crisi profonda che c'è? Direi che la Triestina ha fatto entrambe le cose. Il ds De Falco è stato in grado di lavorare ad un mercato, cercando di apportare dei miglioramenti, ma sempre guardando al portafogli. Non dobbiamo scordarci che esistono società in profonda crisi, che nonostante abbiano cambiato proprietà rischiano lo stesso. Certo che uno è bravo quando parla come il presidente Fantinel, di grandi colpi, ma in realtà non se li può permettere. De Falco, purtroppo, poi diventa il capo espiatorio della tifoseria, quando in realtà ha sempre cercato di fare il bene della Triestina, ma del resto non ci possono essere dubbi: una bandiera come giocatore e cinque anni a Trieste come ds vogliono dire. Quindi certo che la preoccupazione di vedere partire un portiere affidabile come Michael Agazzi ci può anche essere, ma a pensare ai numeri non era un'operazione che si poteva negare. L'Unione avrebbe incassato oltre un milione di euro, per non dimenticare anche i buoni rapporti instaurati da qui per il prossimo futuro con un presidente come Cellino.
Calderoni ha un curriculum di tutto rispetto e si è sempre dimostrato all'altezza anche in partite non facili in una piazza difficile come l'ultima di Torino. Dal Torino arriva anche, seppur in prestito, Riccardo Colombo, terzino destro di 27 anni che dopo cinque stagioni all'Albinoleffe e un rapido passaggio nell'Udinese dallo scorso anno è al Torino dove, in serie A, ha collezionato 23 presenze. Non dobbiamo dimenticarci poi Pit, giocatore fortemente voluto da Ventura a Bari, ma saltato per via dell'affare Cerci. Pit è colui che ha garantito la vittoria della Roma domenica in campionato, fornendo un assist prezioso a Okaka. La Triestina è riuscita poi a strappare anche il prestito del giovane Pasquato, cresciuto nel settore giovanile della Juventus e attualmente all'Empoli. Si è lasciato sfuggire giocatori come Bonetto, ma del resto non c'è stato tempo per risolvere il problema con la Lazio o uno come Malagò, ma anche qui è normale che uno scelga la serie A per la B. De Paula è rimasto al Chievo, forse visto anche le ultime sue partite disputate il ds Sartori non si è sentito di cederlo.




