Zarate, prove generali di addio?
Andrea Losapio
La storia di Mauro Matias Zarate è quantomeno complicata. Fratello di Sergio, procuratore ed ex meteora dell'Ancona (famoso più per un suo autogol che per le sue giocate d'alta scuola), nasce calcisticamente nel Velez Sarsfield, debuttando a diciassette anni con la maglia del Fortin. L'ascesa è abbastanza rapida, tanto più che nell'Apertura 2006 diventa il migliore cannoniere del campionato argentino a parimerito con Rodrigo Palacio (ora al Genoa).
A soli vent'anni viene acquistato dall'Al Sadd, società del Qatar, per una cifra di circa venti milioni di dollari, anche se molte società d'Europa - anche italiane - sono sul calciatore. Una scelta che fa discutere, e molto, il mondo del calcio, che tira un sospiro di sollievo durante la sessione del calciomercato invernale del gennaio 2008: Zarate va in prestito al Birmingham City, con diritto di riscatto: sei mesi, quattro gol - di cui due al Manchester City di Shinawatra -, e una retrocessione con i Blues.
La Lazio lo acquista il 9 luglio del 2008, bruciando anche la concorrenza dell'Arsenal e della Roma, in prestito oneroso per tre milioni di euro con riscatto fissato a circa diciassette.
Cifra che viene versata dopo le magie della scorsa stagione, con Lotito costretto quindi a un esborso economico decisamente importante.
Fast forward fino ai giorni nostri: Zarate non sigla una rete da fine settembre, è a quota due nella classifica marcatori ed è stato anche decisamente criticato da Ballardini, salvo poi ricredersi e considerare Zarate un patrimonio per la Lazio.
Il giocatore è certamente fondamentale per la squadra biancoceleste, ma Lotito ha sempre il solito problema: capire quando è il momento di vendere un giocatore. I casi di Pandev - da cedere due anni fa - o Ledesma - la stagione scorsa - sono lì a testimoniarlo: mettere in discussione un ragazzo di ventitré anni con le qualità dell'argentino, d'altro canto, è quanto meno da irresponsabili. Le parole dell'agente del calciatore per il mercato britannico, Barry McIntosh, ("Sappiamo che l'interesse nei suoi confronti è grande, non posso dire chi ma ci sono grandi club a cui piacerebbe ingaggiarlo") non fanno altro che mettere ancora più in difficoltà la dirigenza biancoceleste, oltre a porre in bilico il futuro dello stesso Zarate. Che sembra ogni giorno più lontano dalla Lazio.




