Zeman, che frecciata a Ranieri...
Riccardo Mancini
Zdenek Zeman è sempre Zdenek Zeman. Unico nel suo genere, l'ex allenatore della Lazio è uno di quei personaggi al quale i tifosi biancocelesti rimarranno sempre legati, nel bene e nel male. Presente alla storica serata organizzata dalla Curva Nord al Gran Teatro di Roma in occasione dei 110 anni della gloriosa società capitolina, il boemo rappresenta, ancora oggi, uno dei sogni nel cassetto della gente di fede Laziale. Intervenuto questa sera durante la trasmissione "Parla con me", in onda su RaiTre, Zeman si è lasciato andare ad una piccola frecciata nei confronti del tecnico della Roma, Claudio Ranieri, reo di aver dichiarato, a pochi giorni dal suo arrivo nella Capitale: "Ho curato più io la fase difensiva in due settimane che Zeman in tutta la sua carriera...". L'allenatore ceco ha risposto in modo laconico e deciso: "Io avrò anche tralasciato i movimenti della difesa ma ricordo che, circa 15 anni fa, quando sedeva sulla panchina della Fiorentina, gli rifilai 8 gol con la Lazio...ed 8 gol non sono pochi...". Era il 5 Marzo del 1995 e quella Lazio inflisse ai viola una pesantissima sconfitta grazie ai 4 gol di Casiraghi, e a quelli di Negro, di Cravero su rigore, di Boksic e di un giovanissimo Marco Di Vaio. Una battuta che da l'idea di come il tecnico boemo sia capace, nonostante l'indole introversa e chiusa, di scherzare e ridere, nonostante non lasci quasi mai trapelare un minimo segno di emozione. Un uomo, Zeman, capace di fare innamorare il pubblico biancoceleste per i suoi modi di fare, ferrei, determinati ma al tempo stesso efficaci. La gente, con lui in panchina, non si è mai annoiata e lui spera ancora di poter rientrare nel "grande giro": "Vorrei continuare a dare emozioni alla gente.
Gli spettatori e i tifosi pagano per divertirsi ed è giusto che noi addetti ai lavori forniamo loro uno spettacolo all'altezza". Anche il figlio, Karel Zeman, si sta affermando come tecnico: "Sta seguendo le mie orme. Mio padre voleva che io facessi il medico ma io ero convinto di voler fare questo mestiere e sono andato avanti per la mia strada. E' giusto che anche Karel lo faccia. Si è laureato, certo, ma il suo sogno resta quello di allenare. Mi assumo le mie responsabilità: è anche e soprattutto colpa mia, anche perchè lo portavo al campo già quando aveva 3 mesi...". Tornando alla Lazio il boemo si esprime sul talento argentino Mauro Zàrate: "Zàrate è uno da 20 goal in campionato, se ne ha fatti due non è certo colpa sua. Sono gli allenatori che rendono grandi i giocatori: Ballardini da quello che ho letto penso avesse problemi con lo spogliatoio. Con Reja la Lazio si salverà, ma ci sono troppi giocatori difficili da gestire...". Un ultimo pensiero, poi, va a due dei suoi cavalli di battaglia, la lotta al doping e a Luciano Moggi: "Il doping? In questo momento non c'è molto movimento nel calcio...Chi conta di più tra me e Moggi nel calcio? Io non ci sono più in questo mondo, lui si...Sembra che la situazione non sia cambiata molto rispetto a qualche anno fa...Le ultime giornate di campionato lasciano un pò perplessi...il rigore contro la Lazio è stato assurdo...Poi quello col Genoa...Quando certi fischi accadono per due volte consecutive uno poi è portato a pensare male...".".




