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Alessandro Calori: "Zaccheroni e Guidolin? Due mentalità diverse"

Alessandro Calori: "Zaccheroni e Guidolin? Due mentalità diverse"TUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca
mercoledì 16 marzo 2011, 14:302011
di Redazione TMW.
fonte di Monica Tosolini per il Friuli/Udineseblog

Pozzo è ancora attanagliato dal dubbio amletico: meglio l'Udinese di Zaccheroni che per prima conquistò l'Europa o questa meravigliosa targata Guidolin? Una perplessità lecita alla quale fatica a rispondere anche un grande ex bianconero come Alessandro Calori, uno che ad Udine ha fatto la storia e che è tuttora legato all'ambiente friulano. L'ex capitano bianconero parla così in esclusiva a Il Friuli/Udineseblog:
"L'Udinese di Zaccheroni era composta da un gruppo cresciuto assieme e costantemente nei tre anni della sua gestione. Una squadra formata prima di tutto da uomini e poi da calciatori che volevano fare qualcosa di straordinario: un mix importante di carattere e personalità. Senza dimenticare un fattore importante: la voglia di divertirsi in campo. Era quella che contribuiva all'armonia che si vedeva espressa nel bel gioco".

Tu hai lavorato sia con Zaccheroni che con Guidolin. Cosa li accomuna? "Hanno due mentalità diverse, ma sono due grandi lavoratori sul campo e due professionisti seri. Hanno un sistema di gioco diverso, ma credono entrambi in un calcio propositivo in un impianto ben organizzato. La squadra di Zaccheroni aveva più struttura, quella attuale di Guidolin più tecnica. Noi cercavamo di più la profondità, i ragazzi di Guidolin si affidano maggiormente alla manovra".

Pozzo festeggia 25 anni di presidenza. Quali sono stati i giocatori più importanti della sua gestione? "Il più forte tecnicamente, e credo non si possa discutere, è Di Natale. Ma credo che il più rappresentativo per intelligenza, cultura e per l'immagine dell'Udinese che portò in giro sia Oliver Bierhoff".

L'Udinese di Guidolin non è solo Di Natale e Sanchez. Quali i giocatori che sin qui si sono distinti maggiormente? "A me hanno impressionato molto il nuovo arrivato Armero, una bella sorpresa. E il 'vecchio' Zapata, che è tornato ad essere il Zapata dei tempi migliori".

Zaccheroni portò l'Udinese in Uefa. Guidolin quale Europa centrerà? "Guidolin può arrivare molto in alto e competere con chiunque. L'augurio, ovviamente, è che alla fine sia Champions!"

Non è un'impresa facile. Cosa deve fare l'Udinese per cercare di centrare l'obiettivo Europa? "Le partite più importanti sono quelle di questo mese, contro squadre apparentemente abbordabili. Queste nascondono le insidie maggiori. Le successive contro le dirette concorrenti alzano di per sé il livello di attenzione e danno maggiori stimoli. Inoltre Roma, Lazio e Milan dovranno venire ad Udine. Bisognerà cercare di mantenere un rendimento costante senza farsi schiacciare dalla pressione di dover vincere. E rimanere compatti".