Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroFormazioniCalendariEuro 2024
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomoempolifiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromatorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventobresciacasertanacesenafrosinonelatinalivornonocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuoloternanaturris
Altri canali euro 2024serie bserie cchampions leaguefantacalcionazionalipodcaststatistichestazione di sosta

Attenta Juve! Quanti ex dal dente avvelenato...

Attenta Juve! Quanti ex dal dente avvelenato...TUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca
mercoledì 2 febbraio 2011, 15:032011
di Alessio Milone

Contro la Juve, per il Palermo, non si tratterà soltanto di una semplice sfida di campionato. Sarà infatti anche l'opportunità, per più di qualcuno, di dimostrare il proprio valore, contro quella squadra che vuoi per un motivo, vuoi per un altro, non ha deciso di credere nelle loro potenzialità. Al Renzo Barbera, infatti, oltre ai tre punti ci sarà in palio l'orgoglio, in una sfida legata a un passato dolente, quello di diversi giocatori che, nei confronti dei bianconeri, possiedono una sorta di dente avvelenato.

Uno di questi è Mattia Cassani, terzino cresciuto nelle giovanili juventine ma che, nei confronti del quale, la dirigenza della Vecchia Signora non ha mai dimostrato di possedere una così ingente fiducia. Con il calciatore che dopo aver esordito anche in Champions League, nel lontano 2002, contro la Dinamo Kiev, saluta la maglia bianconera, accasandosi prima alla Samp, poi al Verona e, infine, al Palermo.

Simile, il caso di Antonio Nocerino, cresciuto anche lui nel vivaio juventino ma fatto maturare un po' in giro per l'Italia. Avellino, Genoa, Catanzaro, Crotone, Messina, e Piacenza; poi, nel 2007, è di nuovo Juventus, in cui, prima dell'arrivo di Sissoko, riesce ad accaparrarsi la fiducia dell'allora tecnico Ranieri, che lo promuove titolare. Ciò non basta, però, ad assicurarsi una conferma per la stagione successiva, con Nocerino che non si scoraggia e parte per una nuova, avvincente, avventura: destinazione Sicilia, il Renzo Barbera, la maglia rosanero.

Diverse, e ben più delicate, invece, le situazioni di Paolucci e Balzaretti. Il primo, acquistato dalla Vecchia Signora l'anno scorso nel mercato di gennaio, quando era in forza al Siena, e chiamato a rinforzare un reparto avanzato martoriato dai tanti infortuni. Il suo arrivo, però, è un flop: non incide a dovere, e non ottiene alcuna conferma, ritrovandosi clamorosamente rispedito al mittente, in estate, e girato, poi, lo scorso gennaio, a un Palermo che invece ha deciso di credere nelle sue potenzialità. Il secondo, invece, Balzaretti, ancora non ha digerito il modo in cui la Juve lo ha, praticamente, "scaricato", dopo due anni comunque positivi e un gol segnato, contro il Crotone, con i bianconeri in Serie B.

Infine, il caso Miccoli. Il più delicato, il più intrigante. Con quel litigio nel 2004 con l'allora direttore generale della Juventus, Luciano Moggi, che mise fine al suo rapporto con la Vecchia Signora. Dopo venticinque partite giocate e otto gol segnati, e dopo l'acquisto di Ibrahimovic che gli chiuse, categoricamente, gli spazi. Dalla Juve alla Fiorentina, in prestito, e poi al Benfica. Parentesi positive, prima del ritorno in Italia, a Palermo. Che lo rende immediatamente protagonista, un idolo, indiscusso, della tifoseria, e che gli consente di prendersi le sue rivincite, dovute, nei confronti di chi, in passato, non ha saputo, o voluto, credere nel suo, enorme, valore.