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Cagni: "Gasperini paga l'esperienza. Reja? Assurdo farsi condizionare"

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Riccardo Mancini
giovedì 22 settembre 2011, 22:212011
autore Riccardo Mancini
22.09.2011 22:212011
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca

"Gasperini è da sei anni che fa il professionista, ha pagato l'esperienza. Ranieri è un allenatore navigato e metterà in campo la squadra per far risaltare le qualità di tutti. La colpa in primis però è della squadra. Troppi giocatori parlano di tattica. Quindi non vedo perché un giocatore non possa parlare e collaborare con l'allenatore per migliorare le cose. E' assurdo svolgere solo il compitino. I giocatori, quando giocavo io, avevano più personalità". Sono le parole di Luigi Cagni ai microfoni di Radio Manà Manà Sport, durante la trasmissione 'C'è calcio per te'.

Un'altra situazione calda è quella che riguarda la Lazio: "Mi spiace per Reja, è giusto che un presidente sostenga un allenatore. E' assurdo farsi condizionare dalla tifoseria. Sei anni fa a Catanzaro, - ricorda Cagni - tutti pensavano che fossi io il problema e me ne andai dopo pochi mesi. Poi sono retrocessi. Sentire i fattori esterni non aiuta la squadra. Quello che è successo di Zarate è stato assurdo. Non riesco a comprendere la situazione. Sono stati contestati società e allenatore, quando l'anno scorso Reja e Lotito hanno fatto tutto per sostenere il giocatore che però è sempre stato indisciplinato e non ha seguito i consigli. Ci sono andati di mezzo società e allenatore senza motivo. La gestione del caso? Ho seguito da lontano, Reja ha provato a recuperarlo per quello che ho visto. Ha avuto tutte le possibilità, non mi sembra che Zarate abbia fatto un buon campionato l'anno scorso eppure ne ha avute di chance".

Già terzo cambio in panchina? "E' tutto normale", secondo Cagni perché "pochi presidenti prendono allenatori per progetto o convinzioni. I presidenti voglio risparmiare, fare scommesse e si fanno consigliare male. Ci sono poche squadre che hanno un progetto tecnico. Bisogna aspettare 7-8 partite per dare i primi giudizi sul campionato, ma il problema culturale del calcio però è che vediamo solo il risultato e mai la prestazione o i miglioramenti delle squadre".