Calori: "Simeone agevolato dai tanti argentini al Catania"
Antonio Vitiello
Diego Pablo Simeone, nuovo allenatore del Catania, ha già vinto qualcosa di importante in Argentina nel corso della sua, seppur giovane, carriera da tecnico. Ma adesso gli spetta il compito più arduo: affermarsi in Italia, terra dove mise piede per la prima volte nel 1990 quando si trasferì a Pisa. Due anni sotto la torre pendente poi il ritorno nel Belpaese, dopo una parentesi in Spagna, a Milano con l'Inter e dopo alla Lazio. In Italia e nel mondo, "El cholo" ha tanti amici che adesso danno un giudizio sul suo ex compagno in esclusiva ai microfoni di Itasportpress.it.
Alessandro Calori, attuale allenatore del Padova, con Simeone giocò nel Pisa nel suo primo anno in Italia.
Qual è il suo giudizio sulle qualità umane di Simeone?
"Diego arrivò a Pisa appena ventenne ricordo insieme all'argentino Chamot.
Visti già subito le sue qualità da leader. Grande personalità, subito deciso e convinto di fare bene in Italia in una piazza come Pisa. Fu l'ex presidente Romeo Anconetani a scoprirlo in Argentina e quell'anno eravamo un gruppo di giovani terribili e semisconosciuti con Padovano, Piovanelli e altri ancora".
Qual è il suo giudizio sulle qualità tecniche di Simeone?
"Non lo conosco come allenatore ma ha già vinto in Argentina quindi è bravo anche dalla panchina. Vedremo in campo quale sarà il suo sistema di gioco"
Puo' essere Catania la piazza giusta per diventare in futuro un grande allenatore in Italia?
"Ha il vantaggio di avere a fianco un uomo competente di calcio come l'ad Pietro Lo Monaco che sicuramente gli darà una mano. Inoltre avrà facilitato il compito dai tanti argentini che giocano a Catania".




