Cesena-Mutu, dall'esaltazione alla delusione
Antonio Vitiello
Dall'inchino di fronte ai tifosi per festeggiare un gol, a quello per chiedere scusa a testa bassa. Adrian Mutu sperava che l'approdo a Cesena segnasse una svolta per la sua carriera dopo le difficoltà degli ultimi mesi fiorentini e invece la sua esperienza in Romagna è stata fin qui un flop. Mutu simbolo della crisi del Cesena che dopo la salvezza con Ficcadenti, in estate aveva fatto le cose in grande sul mercato costruendo una squadra attrezzata per centrare anche qualcosa di più di una salvezza tranquilla. Mutu, Eder, Candreva, Ghezzal, Martinez: acquisti di lusso per chi deve puntare alla salvezza. I tifosi sognavano l'Europa, il presidente Campedelli gongolava, ma Giampaolo, tecnico reduce da più di un esonero, non è riuscito a plasmare un gruppo affamato e motivato come il Cesena di Ficcadenti, e proprio il fatto di aver sognato in grande è stato fin qui fatale ai bianconeri che hanno raccolto appena un punto in 5 gare di campionato. Adrian Mutu, la stella che ha accettato con entusiasmo la nuova avventura, è il simbolo di un gruppo che non è più abituato a lottare per la salvezza col coltello tra i denti e per questo non riesce a vincere. L'altro grande problema del Cesena è proprio il gol. Mutu, Eder, Ghezzal, Martinez: nessuno dei nuovi acquisti è una prima punta, nemmeno il romeno che pure sì il gol facile, ne ha segnati anche 17 in un campionato a Firenze.
Al Cesena Mutu si sente spaesato là al centro dell'attacco e non riesce a fare la differenza: in 5 gare ha segnato una rete, illusoria, contro la Lazio vittoriosa poi 2-1 al Manuzzi. Al 60' di Cesena-Chievo ha avuto la grande chance per cambiare la storia sua, della squadra e di Giampaolo: un rigore che non ha neanche calciato male, ma Sorrentino lo ha ipnotizzato e la svolta non è arrivata. Mutu è uscito a testa bassa chiedendo scusa ai tifosi romagnoli che hanno fischiato e il Cesena ha portato a casa soltanto un punticino, il primo di Giampaolo che resta a rischio. Soltanto due le reti segnate dai romagnoli in 5 partite. L'errore contro il Chievo è il quarto dal dischetto di Mutu su 21 in carriera. Il romeno ha rivisito i fantasmi degli ultimi mesi a Firenze, la squalifica per doping, le risse fuori dal campo, l'esclusione dalla rosa e si è sentito crollare il mondo addosso. La speranza di Cesena, piazza già bollente, è che la convocazione in nazionale del ct Piturca che lo ha perdonato per una fuga dal ritiro, aiuti il romeno a ritrovarsi. La rinascita del Cesena passa da i piedi, ma anche e soprattutto dalla testa di Adrian Mutu.




