Champions: Milan, a Barcellona gioca Cassano
Redazione TMW.
Era rotondo, sempre in fondo al gruppo quando si allenava, subito con le mani sui fianchi quando giocava. Al primo scatto si afflosciava. Questo era Antonio Cassano alla fine di luglio. Era arrivato a Milanello decisamente sovrappeso. Quasi 6 chili in più del necessario su un fisico che asciutto e tirato non lo è dai tempi di Bari, quando aveva 17 anni. A Monaco di Baviera, nell'Audi Cup, faceva impressione di fronte a Ibrahimovic: lo svedese tirato a lucido, il barese l'esatto opposto, tantochè prima Galliani e poi Allegri avevano sottolineato la sua pinguedine. E' stato in quella trasferta che Cassano ha cominciato a chiedersi quale fosse davvero il suo obiettivo, a frugarsi dentro, a riflettere sul suo presente. E alla fine ha capito che se restava al Milan, doveva battersi per un posto da protagonista e doveva provarci cambiando regime. In quel momento, era dietro a Ibrahimovic, Pato e Robinho.
Considerate le scelte della partita con la Lazio, nella testa di Allegri c'era l'idea di far giocare Cassano al debutto in campionato e Pato al debutto in Champions League a Barcellona. Ma adesso il livornese è in crisi e ce l'ha spinto proprio Cassano con i 90' di venerdì sera. Visto contro la Lazio, non è solo l'attaccante più in forma, ma anche il milanista più in forma. A parte i numeri, il gol e tutto il resto, è stato sempre dentro la partita, in qualche occasione ha pure rincorso l'avversario che gli aveva portato via la palla. E' dura metterlo fuori adesso. Forse è presto per dire che la scommessa è vinta, ma Cassano sembra davvero sulla buona strada. Come gli hanno detto Allegri e Prandelli: tocca a lui.




