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...con Baraldi

autore
Alessio Alaimo
domenica 23 ottobre 2011, 00:002011
autore Alessio Alaimo
23.10.2011 00:002011
"Bologna, io cuore biancoceleste. Con Zanetti avevamo confermato Longo. Lotito legga gli atti e capirà perché è alla Lazio"
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca

Alla Lazio ha messo i conti a posto compiendo quasi un miracolo nell'era immediatamente post Cragonotti. A Bologna a modo suo ha creato un modello importante. Ma in quest'ultimo esperienza, i problemi non sono mai mancati. Bologna-Lazio è la partita di Luca Baraldi, l'amministratore capace di mettere a posto i conti e riportare serenità nell'ambiente. A TuttoMercatoWeb il doppio ex della sfida, si pronuncia sul posticipo di questa sera, analizzando alcuni temi legati alle due squadre.

Baraldi, Bologna-Lazio. Le sue emozioni?
"Sono state due esperienze molto belle. Diverse ma entrambe soddisfacenti. Però, francamente, ricordo con più piacere l'esperienza laziale perché è stata una cavalcata esaltante verso una salvezza societaria che sembrava impossibile. Quindi ho un ricordo meraviglioso, anche della città di Roma.
Per quanto riguarda Bologna è stata una bella esperienza, soprattutto nella prima parte quando sono arrivato con i Menarini. Un po' meno bella invece l'ultima parte con il Dottor Zanetti. Ma questo fa parte del calcio...".

Però tiferà per la Lazio.
"Quello che ho provato a Roma non l'ho provato a Bologna. Se devo scegliere preferisco tifare per la Lazio".

L'anno scorso c'era chi parlava di alcune divergenze tra lei e Carmine Longo.
"No, assolutamente. All'inizio del mandato mio e di Zanetti, avevamo confermato la fiducia a Longo come direttore sportivo. Carmine Longo a Bologna ha fatto molto bene. Per quanto riguarda me, ero stato scelto da Zanetti. E quando lui ha dato le dimissioni l'ho seguito".

Che ne pensa della gestione Guaraldi?
"Guaraldi sta facendo tutto il possibile per risollevare il Bologna. È un neofita del calcio e devo dire che, secondo me, sta facendo il massimo. Però nel calcio se non arrivano i risultati si è dei somari. Credo che lui abbia la giusta determinazione".

A Bologna non c'è mai pace. Prima i problemi societari, poi il cambio di allenatore.
"Mi auguro che la trovi presto. Con l'arrivo di Pioli credo che le cose siano migliorate, al di là del risultato positivo ottenuto a Verona. Pioli oltre ad essere bravo tecnicamente è una persona equilibrata. Questo Bologna può solo migliorare, pur avendo partite difficili come quella di stasera".

Passiamo alla Lazio. Le piace questa squadra?
"Questa Lazio è una delle squadre più forti del campionato, non solo sulla carta ma anche per le prestazioni sfoderate pure prima del derby. I biancocelesti possono arrivare tra le prime quattro".

Lotito non ha mai apprezzato sino in fondo il suo lavoro alla Lazio. Perché?
"Non avendo vissuto quei momenti difficili ha sempre fatto fatica a comprendere le vere motivazioni che gli stanno consentendo di essere presidente della Lazio. Basta che vada a leggere gli atti di quegli anni e così potrà capire il miracolo sportivo compiuto, grazie anche alla disponibilità dei calciatori dell'epoca".

I biancocelesti torneranno ad essere competitivi come nell'era Cragnotti?
"Lotito si è preso il giusto tempo per ricostruire una società che veniva dalla squadra gloriosa di Sergio Cragnotti. Ora sta facendo un ottimo lavoro e la Lazio ha un organico di primo livello, facendo comunque attenzione ai conti. Credo che Lotito in futuro si toglierà ancora tante soddisfazioni".

All'epoca Sergio Cragnotti fece il passo più lungo della gamba.
"Forse tanti club hanno fatto il passo più lungo della gamba, pensando che tutto si assestasse. Nel '99 arrivarono i veri soldi dei diritti tv, con la negoziazione degli allora Tele + e Stream. Il fatturato aumentò quindi vertiginosamente, ma quei soldi finirono nelle tasche dei calciatori piuttosto che essere investiti nel settore giovanile o in altri modi".

Chi invece vede pochi proventi è la Lega Pro.
"La Lega Pro dovrebbe in teoria essere il serbatoio del futuro calcio professionistico. Hanno ragione a chiedere maggiori proventi e una distribuzione più equa di determinati valori che arrivano dai diritti tv. Penso che la Federazione stia lavorando in questa direzione, speriamo bene...".

In futuro potremmo assistere ad un campionato con due retrocessioni. Cellino e Zamparini, in Lega, sembrano essere d'accordo. E lei?
"Sono d'accordo perché riducendo il numero delle retrocessioni si riduce ovviamente la possibilità di andare in B e quindi anche i costi. Se volessimo abbattere i costi del calcio in modo corretto, si dovrebbero bloccare le retrocessioni per tre anni".

Non si correrebbe il rischio di diminuire la competitività del campionato?
"No, in altri sport ci sono campionati come l'Nba senza retrocessioni. Ma bisogna garantire l'affidabilità finanziaria. Il problema sta nel creare un prodotto che soddisfi le attese di spettacolo dei tifosi: è questo ciò di cui ha bisogno il calcio".