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...con Cosmi

autore
Alessio Alaimo
lunedì 21 novembre 2011, 00:002011
autore Alessio Alaimo
21.11.2011 00:002011
"L'allenatore non è più al centro del progetto. Non ce l'ho con Pastore, è diverso da Jovetic. Spero di rientrare"
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico Gaetano

In attesa di tornare in pista, fa le carte al campionato. Serse Cosmi a TuttoMercatoWeb parla del torneo di Serie A e si pronuncia su svariati argomenti.

Cosmi, riassumiamo il campionato in poche parole.
"Chiaro che dall'Inter tutti si aspettavano di più. Per quanto riguarda gli aspetti positivi, direi che Lazio e Udinese siano due conferme".

Dodici giornate e già in tanti hanno cambiato tecnico. Che succede?
"A sensazione penso che negli ultimi anni l'allenatore sia meno al centro dei progetti delle società. Avendo un'importanza minore rispetto a qualche anno fa, il tecnico si cambia con più facilità. Poi ci sono tante situazioni contingenti. L'allenatore negli ultimi anni sta sempre più perdendo forza e diventa facilmente".

Giorni fa, ironizzando sul possibile ritorno in panchina, Pasquale Marino disse "più ne saltano meglio è...". La pensa anche lei così?
"(sorride, ndr) È normale che chi sta fuori voglia rientrare. E per rientrare deve finire l'avventura di un altro collega, ma è la verità: bisogna sperare che qualcuno faccia male, anche se eticamente non è corretto è la verità".

La rivedremo in panchina, quest'anno?
"Nell'anno 2011 è difficile, ma lo spero. Spero di rientrare, questo è il mio desiderio. Non dipende da me".

Perché ce l'ha così tanto con Pastore? Giorni fa lei avrebbe dichiarato di sperare per Jovetic che non sia come l'argentino.
"No, non ce l'ho con Pastore. Non pensavo neanche che riportassero l'intervista. Riconosco a Pastore delle qualità enormi, è un potenziale campione. Non ce l'ho con lui, anche se potrei avere qualche motivo".

Però non siete andati d'accordo.
"Faccio notare che con me ha sempre giocato, ha saltato solo un tempo: il primo con il Catania, quando abbiamo perso 4-0. Non mi sono trovato male, sicuramente però l'ho incontrato in un momento in cui non era al massimo della condizione. Ma sia lui che altri giocatori".

Quindi, se facciamo il paragone Pastore-Jovetic, cosa risponde?
"Che sono due calciatori diversi, dalle grandi potenzialità".

Ma quarantatré milioni, forse, sono un po' troppi.
"Le potenzialità sono da grande campione. Lo dirà il tempo, può essere giusta oppure esagerata. Il tempo testimonierà se la valutazione è corretta. Ma le potenzialità le ha tutte".

Chi è il calciatore con cui ha legato di più e di meno nella sua carriera?
"Con Miccoli ho avuto un grande rapporto, ma anche con Di Loreto e Giovanni Tedesco. Con Fabrizio ci siamo trovati anche in altre situazioni, ma è uno dei tanti. Poi capita di avere delle diversità di vedute con qualche calciatore. O magari arrivi nel momento sbagliato, quando il giocatore sta soffrendo alcune situazioni e fatica a rendere. Così si pensa che il problema sia l'allenatore. Poi c'è qualcuno che pensavo potesse dare di più e viceversa".

Lei è un fautore della difesa a tre. Un modulo che sta scomparendo.
"Non ho mai pensato che i moduli determinano le fortune o le sfortune. Altrimenti tutti giocherebbero con lo stesso schema. Ogni allenatore sente dentro un determinato modulo più degli altri, ma ci vogliono i giocatori giusti. Io ho spesso giocato a tre, ma anche a quattro. Però magari il massimo l'ho espresso con la difesa a tre a Perugia. Ma per esempio il Genoa faceva un grande calcio. Mi sono adeguato, come fanno gli allenatori intelligenti, ad ogni situazione".