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...con Donadoni

autore
Alessio Alaimo
martedì 13 settembre 2011, 00:002011
autore Alessio Alaimo
13.09.2011 00:002011
"Milan, stasera puoi farcela. L'Italia e la moda Guardiola: la gente non è credulona...! Voglio tornare in panchina"
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

Alla ricerca dell'impresa. Dopo la prestazione tra luci e ombre di venerdì scorso contro la Lazio, il Milan è atteso, questa sera, da una sfida decisamente più difficile. Al Campo Nou, contro il Barcellona di Pep Guardiola. I blaugrana, nella mente dei tifosi rossoneri, evocano dolci ricordi. Il riferimento è chiaramente al 18 maggio 1994, quando la formazione milanista s'impose per 4-0 nella finale di Atene, che le consegnò la Champions League. Della nuova sfida tra Barça e Milan, TuttoMercatoWeb ne ha parlato con chi quella gara l'ha vissuta da protagonista, quindi Roberto Donadoni, ex allenatore del Cagliari.

Donadoni, 18 maggio 1994. Cosa le viene in mente?
"Non sono uno che ricorda molto le date, però la finale di Atene, dove con il Milan siamo arrivati in finale contro il Barcellona, ed avevamo qualche emergenza perché mancava Baresi e qualche altro giocatore, è la dimostrazione che gli stimoli nel calcio sono importantissimi. Abbiamo giocato una gara di spessore. Sono occasioni uniche, che spesso non si ripetono".

Ora c'è una nuova sfida. Per il Milan sarà un'impresa passare indenne dal Camp Nou.
"Il Milan se la può giocare. Il Barça è la squadra da battere, ma i rossoneri hanno tutte le qualità e le risorse per potersela giocare".

Se la difesa rossonera ripete la prestazione di venerdì scorso diventa difficile.
"Si, ma l'attacco del Milan può creare difficoltà al Barcellona. Mi auguro che i rossoneri mettano in evidenza i limiti che potrebbe avere il Barça. Poi è chiaro che in difesa il Milan dovrà cercare di far bene".

Poteva essere la rivincita di Ibrahimovic, se non si fosse infortunato.
"Questi giocatori non hanno la necessità di cercare rivincite del genere. Ibra andrà in campo per esprimere il suo valore, indipendentemente dal fatto che al Barcellona ha fatto bene o meno bene".

In Italia, probabilmente sbagliando il concetto, c'è chi sta provando ad esportare il modello Barcellona affidandosi ad allenatori giovani. Ma si fa davvero così?
"No. Se si vuole costruire la base per un gioco che abbia una credibilità e dia un certo risultato, bisogna partire dai settori giovanili affinché le società crescano con determinati criteri. Non si può certo prendere un allenatore giovane e metterlo in panchina per scimmiottare il Barcellona.... perché non si farà mai. Anche perché poi se perdi una gara vieni messi in discussione, quindi dove sta la logica? Non raccontiamoci le storielle... e non è giusto far passare i tifosi e la gente in generale per dei creduloni a cui raccontare tutto. Ognuno deve fare la propria professione con i ruoli che gli competono con intelligenza e capacità. E noi, per come gestiamo il calcio, non siamo in grado di fare questo".

Mister, la rivedremo in panchina?
"Sicuramente la voglia c'è. Vedremo cosa accadrà".