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...con Marilungo

autore
Alessio Alaimo
sabato 24 dicembre 2011, 00:002011
autore Alessio Alaimo
24.12.2011 00:002011
"Volevo andar via, ora c'è solo la Dea. Denis, che forza! Gabbiadini un grande. Fiorentina, Munari è valido"
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Una doppietta per rilanciarsi. Per tornare a sorridere e sfondare la rete, ancora. Il 2012 sarà il suo anno. Sarà l'anno di Guido Marilungo. E dell'Atalanta. Entrambi pronti a stupire, ancora. Come prima e più di prima. A TuttoMercatoWeb il terminale offensivo nerazzurro parla del suo momento, adesso felice. Ma fino a qualche giorno fa, Marilungo, aveva la valigia in mano. Virtualmente, s'intende. Perché l'Atalanta crede in lui e non ha voglia di farselo scappare.

Marilungo, ha chiuso bene il 2011.
"È una doppietta che dà morale e felicità per la festa".

L'Atalanta è una sorpresa. Qual è il vostro segreto?
"Il nostro segreto, magari dicono tutti le stesse cose, è il gruppo. In tante partite sono scesi in campo sempre i soliti, ma a tirare il gruppo sono stati quelli che hanno giocato poco. Siamo un grande gruppo".

Lei sta trovando spazio adesso. Ma non c'è stato un momento in cui ha pensato 'basta, non gioco. Vado via'?
"Sì, c'è stato. Quando passi le prime sei partite in tribuna e poi in panchina senza entrare, oppure giochi cinque minuti, lo pensi. Poi il mister mi ha inserito gradualmente e quindi ho pensato 'sto andando bene, meglio non mollare. Vado avanti così'".

E allora, come l'anno scorso, mettiamo la firma. Quanti gol?
"Vista la partenza, pensavo di non giocare mai, quindi questa volta non metto firme (sorride, ndr). Spero di farne tanti, il più possibile...".

Denis segna a raffica. Non se lo aspettava nessuno.
"A me è sempre piaciuto tanto per come protegge palla e fa salire la squadra. Quest'anno ha iniziato a fare gol a raffica, giocare vicino a lui è come quando lo scorso anno giocavo con Pazzini, attirano sempre due o tre difensori su di loro e giocarci vicino oltre che un piacere è facilissimo".

Cosa crede di dover imprare, da lui?
"Molto. Fa gol, gioca per la squadra, difende palla. Da lui dovrebbero imparare in tanti".

Quest'Atalanta bella e vincente è anche una rivincita per Colantuono.
"Il mister si sta prendendo le sue soddisfazioni. Tutti i tifosi vorrebbero vittorie e bel gioco. Magari l'anno scorso, che l'obiettivo serie A era importantissimo, non c'è stato il bel gioco e quindi la gente si lamentava un po'. Quest'anno invece ci sono stati risultati e bel gioco".

Un pensiero anche a Gabbiadini. Ma è davvero così forte?
"Manolo è un grande centravanti e diventerà un giocatore importantissimo: forza classe e tiro devastanti. Io a Silvio (Pagliari, agente di entrambi, ndr) glielo dico sempre: 'portalo via che qui con me gioca poco' (ride, ndr)".

Facciamo le carte al campionato. L'Udinese continua a stupire.
"È un campionato competitivo, là davanti se la giocano Milan, Lazio, Udinese, Juventus e Inter. Quest'ultima solo se tornerà a dimostrare il suo valore. Ma il torneo è competitivo anche dietro, perché la differenza tra la quartultima e l'ultima è poca".

Il suo ex Lecce fatica.
"Ho bellissimi ricordi, spero che come tutti gli anni riesca a salvarsi".

Chiudiamo con il suo amico Munari. A Firenze pare non essersi ambientato.
"Gianni è un grande amico, ma è anche un giocatore molto valido. La piazza di Lecce non è la stessa cosa di Firenze. Sta pagando il momento difficile della squadra. Non è che stia giocando male... lui è un uomo che ha gli attributi pesanti, non molla mai. Va dritto per la sua strada e pensa solo a lavorare".