...con Parretti
Alessio Alaimo
Panoramica di calciomercato targata Giorgio Parretti, agente Fifa, ai microfoni di TuttoMercatoWeb. Il procuratore tra gli altri di Adem Ljajic della Fiorentina, si è espresso sul futuro del calciatore viola, ma ha anche detto la sua sui movimenti di mercato che potrebbero verificarsi da qui a gennaio.
Parretti, che mercato sarà quello di gennaio?
"Generalmente a gennaio non ci sono grandi trasferimenti, anche perché è un calciomercato di riparazione e difficilmente si assiste a grandi colpi. Fermo restando che, per esempio, Montolivo potrebbe uscire così che la Fiorentina non perda il calciatore a zero".
Dove vede Montolivo?
"A Milano, anche perché entrambe le squadre potrebbero beneficiarne. Voglio molto bene a Corvino e alla proprietà della Fiorentina, quindi spero per loro che il giocatore parta a gennaio. Penso che Montolivo voglia dare il cento per cento, ma non ci riesce per la situazione che si è creata. E poi attenzione ad altri lidi, per esempio Parigi: sarebbe una cosa simpatica...".
Da chi si aspetta qualche movimento?
"Penso che la Juventus debba fare dei colpi in uscita, soprattutto in attacco. Sfruttando queste uscite potrebbero potenziare la squadra per l'anno prossimo".
E le altre grandi, dove devono intervenire?
"Ho visto giocare il Catania e devo dire che è una realtà importante del campionato di quest'anno. Dipende cosa si intende per grandi. Sto seguendo gli etnei e sono belli da vedere. Per quanto riguarda il Milan, penso che difficilmente farà qualche grande colpo perché non è nel suo costume. Mentre non conosco la strategia dell'Inter. Non farà interventi neppure la Roma, così come la Lazio. Anche perché non dobbiamo dimenticarci del Fair Play Finanziario e l'Inter deve ripianare importanti somme di denaro. Non ci saranno colpi, tranne, forse, il trasferimento di Montolivo".
Rivoluzione culturale, bel gioco, ma fin adesso pochi risultati. Che ne pensa della Roma di Luis Enrique?
"Nelle prime partite non mi piaceva, ora si. Contro il Genoa ho visto una Roma sfortunata, che ha cercato di vincere la partita. Spero che la tifoseria giallorossa, che ha subito lo smacco del derby, capisca il progetto che Sabatini e Baldini stanno portando avanti insieme a Luis Enrique. Ed è un bel progetto, ma c'è bisogno della pazienza dei tifosi, perché è bello vedere partite come Catania-Napoli o il primo tempo di Inter-Juventus, o ancora l'Atalanta e l'Udinese. Stiamo assistendo ad un cambiamento e ne sono felice, perché c'è bisogno di conquistare il tifoso sugli spalti. Ho visto Juventus-Fiorentina e mi sono divertito, in campo per quanto riguarda i bianconeri, e soprattutto fuori".
Passiamo alle vicende che la riguardano da vicino. Ljajic, alla Fiorentina, sta giocando in Italia?
"L'ho detto affinché iniziasse a giocare (sorride, ndr). Adem ha fatto quello che doveva fare, allenandosi e lo sta facendo con intensità. Due brevi apparizioni gli hanno consentito di giocare in questa stagione, ora vediamo: la cosa importante è che siamo in sintonia con la società. Sicuramente in prestito non va via, se c'è da fare una scommessa con un'altra squadra la facciamo anche volentieri, ma non ho ancora coinvolto la Fiorentina. Vedremo cosa succederà nelle prossime tre-quattro partite".
Si è parlato di alcune squadre inglesi (Everton e Aston Villa), interessate al giocatore.
"Anche se ci lusingano, io voglio tenerlo in Italia perché il nostro non è il campionato più bello, anche se sta esaltando le caratteristiche di diverse squadre, ma quello più difficile e Adem ha bisogno di fare le cose difficili. Poi, ora che non ha più problemi con la lingua, se lo mando in Inghilterra abbiamo un altro anno di pena (sorride, ndr)".
Magari potrebbe passare a Milano, sponda nerazzurra.
"Non penso, anche se sarebbe meraviglioso".
Però c'è stato un momento in cui è stato vicino ai nerazzurri.
"Si, ma quando Adem era al Partizan e venne trasferito alla Fiorentina. Da parte dell'Inter c'era la conoscenza del giocatore e il piacere di averlo in squadra, come del resto la Lazio di Lotito. Ma la trattativa con la Fiorentina era avanzata e così non se n'è fatto nulla".
Biava-Lazio, il matrimonio continuerà.
"Con Lotito abbiamo fatto un patto di prepensionamento (sorride, ndr). Ora si è fatto male, però alla Lazio sta bene, c'è un grande gruppo, un grande allenatore e un grande presidente con le idee chiare. Perché andarsene?"
E Davide Gavazzi del Vicenza?
"Abbiamo la fortuna di stare con i piedi per terra e lavorare insieme alla società. Quando troveremo la soluzione giusta si, l'obiettivo è migliorare: creare plusvalenza alla società e migliorare la posizione del calciatore. Non abbiamo ancora cercato nulla, tra un mesetto ci vedremo per capire cosa potrà accadere".




